Grecia, un’altra fumata nera. Lunedì vertice straordinario. Per il presidente dell’Eurogruppo pochi progressi. Dura la Lagarde: se Atene non paga sarà default

Sulla Grecia la situazione ancora non si sblocca. “Nessun accordo all’Eurogruppo”, ha scritto ieri su Twitter il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis al termine della riunione, aggiungendo comunque che c’è un “forte segnale che la Grecia si impegna seriamente nei negoziati” e “l’Eurogruppo è pronto a riunirsi in qualunque momento”. Il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, ha convocato per lunedì alle 19 un Eurosummit, un vertice straordinario dei capi di stato e di governo dei paesi dell’area euro sull’irrisolto caso Grecia.

LE POSIZIONI
Era stata la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a indossare le vesti del pompiere, dicendosi “convinta” che un accordo tra Grecia e creditori “fosse ancora possibile”. Lo aveva fatto parlando ai deputati del Bundestag, il suo parlamento, all’indomani delle nuove prese di posizione radicali da parte di Alexis Tsipras e nel giorno di un Eurogruppo che le previsioni della vigilia davano come interlocutorio. Nessun passo avanti nella trattativa tra Atene e i creditori internazionali, chiamati rispettivamente a fare un piano di riforma e sbloccare aiuti economici per almeno 7,2 miliardi. “Resto convinta che quando si vuole, si può”, aveva dichiarato ancora Merkel. “Se i responsabili greci hanno questa volontà, un accordo resta possibile”, ma la Grecia deve “dedicarsi in maniera decisa alle riforme strutturali promesse”, ha aggiunto. “La Grecia era sulla buona strada ma non ha concluso il percorso. Purtroppo ha sempre di nuovo rimandato alcune importanti riforme”, ha poi spiegato in relazione al percorso avviato con la Troika e poi interrotto per la chiara affermazione elettorale di Syriza. “Queste riforme non sono soltanto presupposto per chiudere il secondo programma – ha aggiunto – ma sono anche il presupposto perché gli aiuti possano avere un effetto sostenibile”.

GLI SVILUPPI
Sul destino di Atene è intervenuta anche Christine Lagarde, la direttrice del Fmi, che ha spiegato che la Grecia finirà in default dal 1 luglio se non rimborserà gli 1,6 miliardi dovuti al Fondo come rimborso dei prestiti entro il 30 giugno. Per Lagarde la scadenza è definitiva, non c’è un periodo di “grazia” né possibilità di rinvio: “Sarà in default, sarà in arretrato nei riguardi del Fmi dal 1 luglio ma io spero non sia così”.

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