I francesi fanno i galletti, ma sui migranti Roma non cede. Moavero convoca l’ambasciatore: relazioni a rischio. Il premier Conte verso il rinvio della visita a Macron

di Antonio Pitoni
Primo piano

Una crisi senza precedenti. Mai dal dopoguerra ad oggi, le relazioni diplomatiche tra Italia e Francia erano state così tese. Così come mai prima d’ora il Governo aveva alzato tanto la voce in sede europea sull’emergenza migranti scaricata interamente sulle nostre spalle per effetto di Trattati capestro (Dublino docet) firmati senza battere ciglio dai precedenti Esecutivi. Insomma, a Roma la musica è cambiata. Ed era chiaro sin da subito che il commento dell’Eliseo sulla gestione del caso Aquarius da parte del Governo Conte, definita dalla Francia “cinica e irresponsabile”, e liquidata addirittura come “vomitevole”dal portavoce di En Marche, non sarebbe passata inosservata.

Pugno di ferro – Altro che laissez faire laissez passer. La replica dell’Italia è stata durissima. La prima reazione di forza è arrivata dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha deciso di annullare l’incontro previsto sul delicato tema della governance europea in vista del Consiglio Ue di fine mese, con il suo omologo d’oltralpe Bruno Le Maire. Al quale non è rimasto che esprimere “rammarico” per la decisione di Via XX Settembre augurandosi che l’incontro possa comunque tenersi al più presto. E non è tutto. Perché ora, sebbene non ufficialmente, l’orientamento è quello di evitare anche la visita del premier Giuseppe Conte, fissata per domani a Parigi: “Al momento non ci sono le condizioni”. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, del resto, è stato chiaro: “La Francia si scusi o Conte non vada”, ha avvertito parlando in aula al Senato. Respingendo al mittente le accuse di Parigi che – è il messaggio del vice premier – in fatto di solidarietà non può permettersi, come pure la Spagna, di dare lezioni all’Italia.

Alta tensione – Insomma, un’escalation di tensioni culminate con la decisione del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, di convocare alla Farnesina l’ambasciatore francese, Christian Masset. Che, impegnato a Milano, ha spedito al ministero la numero due di Palazzo Farnese, Claire Anne Raulin. Un colloquio tutt’altro che cordiale, come dimostra la nota di fuoco diffusa dalla Farnesina diffusa al termine dell’incontro. Moavero ha definito “inaccettabili” le dichiarazioni usate “anche a livello governativo, a Parigi”, evocando addirittura il rischio che siano “compromesse le relazioni” tra i due Paesi. Ma non finisce qui. “I toni impiegati” dalla Francia “sono ingiustificabili”, ha aggiunto il ministro, anche alla luce dello sforzo dell’Italia che, ormai da mesi, denuncia denuncia non solo l’insostenibilità della situazione ma anche la latitanza dell’Europa. Chiedendo a Parigi “iniziative idonee a sanare” la frattura. In altre parole, una richiesta di scuse che, però, la Francia non sembra disposta a presentare. Anzi. “Se dessi ragione a chi cerca la provocazione” nel rifiutare l’attracco della nave Aquarius, “aiuterei i democratici? Non dimentichiamo chi ci ha interpellati, li conosciamo bene”, ha rilanciato Macron rivolgendosi, senza citarlo al Governo italiano. “La vera risposta è nella politica di sviluppo, di sicurezza, di smantellamento delle reti di trafficanti”, ha aggiunto. Troppo poco per archiviare il caso da parte dell’Italia. Che, d’altra parte, sul nodo migranti, nonostante le tensioni con Parigi, trova sponda in Europa nell’asse con Vienna e Berlino.

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