Il 5 Stelle Giarrusso ripescato al ministero dell’Istruzione/2. Non c’è nulla di male, ma ora la Iena sbrani

di Gaetano Pedullà
Editoriale

Chi preferisce che a controllare i concorsi universitari siano i soliti grigi funzionari ministeriali, perfetti distillati di quella burocrazia madrina di favoritismi e clientele, si accomodi pure nell’Italia dei privilegi ai soliti noti. Per tutti gli altri non può esserci nulla di più dirompente che sparigliare con i formalismi del passato e affidarsi a chi ha dimostrato fiuto nell’inseguire il malaffare. Così è nata la scelta dell’ex Iena televisiva Dino Giarrusso per un incarico ispettivo che non ha nulla di ortodosso rispetto ai rituali della pubblica amministrazione e soprattutto del paludato territorio delle cattedre universitarie. Dare questo ruolo all’ex candidato M5S trombato alle elezioni certifica che il Movimento è come tutti nel piazzare i suoi uomini ognidove? Niente affatto, perché aver partecipato a un’elezione non significa essersi cucito addosso un marchio di infamia o di esclusione da qualunque attività nel comparto pubblico. Se così fosse gli ex magistrati eletti in Parlamento, una volta usciti non potrebbero rimettere la toga. E in questa Italia un barone universitario in meno val bene una Iena in più.