Il Cav fa pace con Fitto e ricompatta FI

di Lapo Mazzei

Gli ultimatum di Matteo Renzi fanno bene a Forza Italia. Soprattutto se il tema è la legge elettorale. E fanno bene anche a Silvio Berlusconi che non rompe con il premier, ma non stacca nemmeno la spina ai ribelli azzurri. Anzi, determinano la pace fra il Cavaliere e Raffaele Fitto. E se questa ritrovata unità sia vera o verosimile lo scopriremo nei prossimi giorni. Nel frattempo, però, serve a rimettere a posto le pedine di una scacchiera che sembrava esser saltata del tutto. Insomma, nel gioco dei rimandi e dei rilanci fra Pd e Forza Italia, tutta roba da Prima Repubblica della quale ci eravamo dimenticati, a vincere il primo round sembra esser stato il movimento azzurro.

LA REUNION AZZURRA
Il comitato di presidenza di Forza Italia, e qui siamo all’ufficialità della ritualità dei vertici, votando all’unanimità il documento letto da Berlusconi, dà mandato all’ex premier di portare avanti il confronto con il presidente del Consiglio sulla legge elettorale, senza subire imposizioni né diktat ma avendo come stella polare la governabilità. Con il nuovo mandato incassato dal “parlamentino” azzurro, domani il Cavaliere (forse) incontrerà Renzi per definire le modifiche da apportare all’Italicum. Nel documento di FI, tuttavia, non vi è alcun riferimento ai dettagli tecnici delle modifiche alla riforma elettorale. Nel documento, inoltre, viene ribadita la linea di opposizione nei confronti delle politiche economiche del governo e, in particolar modo, si avallano le proposte emendative di Forza Italia (in particolar modo quelle dell’area fittiana) alla Legge di Stabilità. Insomma, siamo di fronte all’ennesimo valzer delle candele del Cavaliere, grazie al quale tutti hanno ragione ma nessuno vince mai. Un finale di partita, e qui siamo di nuovo nell’ufficiosità della vicenda, che si ripete da tempo, visto che Forza Italia non riesce a trovare una vera alternativa alla leadership padronale di Berlusconi.
Tant’è che il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, al termine del comitato di presidenza, in merito al possibile nuovo incontro tra Renzi e Berlusconi che si dovrebbe tenere domani, come aveva annunciato lo stesso premier, prova a imbrogliare le carte in tavola. “In agenda non c’è ancora nessun incontro, sarà verificato nelle prossime ore”. Un modo come un altro per avvisare il premier che nulla è più certo dell’incerto.

PARTITA APERTA
Due dati su tutti. Da una parte c’è Berlusconi che sbandiera ai quattro venti la ritrovata pace con Raffaele Fitto che posiziona il partito rispetto alle regole del gioco dettate da Renzi. Dall’altra, invece, tengono banco i malumori di Renato Brunetta che sogna di dare l’assalto a Palazzo Chigi.
Nel mezzo c’è lui, Silvio il grande, colui che ha ritrovato il canovaccio della storia e che, grazie alla solita regola del Divide et impera, può tornare a concentrarsi sul patto del Nazareno. In attesa del nuovo presidente della Repubblica. Del resto il tema che sembra appassionare davvero Berlusconi è proprio questo, dato che lo stesso Renzi, avendolo capito, ha prontamente alzato l’asticella. Altrimenti non si spiegano le piroette sull’Italicum e la difesa a spada tratta del Quirinale..

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