Il contratto di Governo è chiaro. Sulla giustizia nessun cedimento. Parla il senatore M5S Licheri: “La fiducia ci ha rafforzato. Prepotente chi si sottrae al volere della maggioranza”

di Carmine Gazzanni
Politica
Ettore Licheri

“Nessuna crisi. Le dirò di più: il voto di fiducia ha fortificato la tenuta della maggioranza”. Il senatore M5S Ettore Licheri (presidente della commissione Politiche Ue) è sollevato. Dopo giorni di tensione, è arrivato il via libera al decreto Sicurezza. “Nessun Governo precedente – dice a La Notizia – ha avuto il coraggio di affrontare un decreto che è legato a temi importanti, contenuti in un contratto di Governo che noi vogliamo adempiere a tutti i costi”.

I dissidenti, però, da quattro sono diventati cinque…
“Il comportamento dei cinque colleghi è stato segnalato. Si tratta di un comportamento che merita l’attenzione dei probiviri: parliamo di una fiducia al Governo…”.

Lei che idea si è fatto?
“Dentro un gruppo parlamentare, dentro una qualsiasi comunità, deve sempre essere rispettato il principio della maggioranza. Credo sia egoistico, prepotente, ritenere che il proprio pensare individuale debba prevalere fino al punto da mettere a rischio l’efficacia la tenuta della maggioranza. Se tutti facessimo in questo modo, si comprometterebbe qualunque organo plurisoggettivo”.

Qualcuno potrebbe rispondere, però, che lo spirito del dl Sicurezza non rispecchia quello del Movimento.
“Anche questo non è vero. Sia nel contratto che nel nostro programma elettorale c’era la razionalizzazione del fenomeno migratorio. Durante la campagna elettorale in tanti ci hanno chiesto di intervenire e fare in modo che questi poveri migranti non siano carni da macello”.

Il provvedimento assolve a ciò?
“Era necessario riordinare il sistema e credo che questo decreto l’abbia fatto, nel rispetto dei principi costituzionali.
I questi giorni un altro tema caldo è quello legato allo stop alla prescrizione dopo la condanna di primo grado.
Altro tema presente nel contratto di Governo”.

C’è chi dice, però, dall’Anm alla Cassazione, che così i tempi della giustizia non si accorcerebbero. Lei che ne pensa?
“Guardi, in questi giorni si è sviluppato un dibattito viziato da un errore di fondo: la prescrizione non è un diritto inviolabile. L’errore è nell’aver sempre ritenuto la prescrizione uno strumento attraverso cui combattere le lungaggini”.

E invece?
“Questo non è vero: la prescrizione è una sconfitta dello Stato che da una certa data in poi rinuncia a perseguire i responsabili di un delitto. Noi non possiamo consentirlo”.

Però così restano le lungaggini.
“È vero ciò che dice l’Anm sulle lungaggini che non si combattono con la prescrizione, ma fornendo maggiori risorse in termini di denaro e mezzi al comparto giustizia”.

Resta la questione politica con la Lega che fa opposizione.
“Dobbiamo semplicemente far riferimento al contratto di Governo. Sia il tema della sicurezza che quello della prescrizione sono due temi che sono previsti nel contratto. Poi ovviamente si dovrà trovare un punto di contatto comune”.

Quindi ci potrà essere mediazione?
“Certo. Però c’è un fatto: è inutile dire che noi vogliamo contrastare la criminalità e poi però consentire a un criminale di sfuggire alla giustizia semplicemente perché è trascorso un termine da quando il reato è stato consumato. Quindi se restiamo sul solco del contratto di Governo troveremo la quadra come ha detto Salvini”.

C’è chi ritiene che il dl Sicurezza alla Camera potrebbe essere non approvato se non si dovesse sbloccare la partita sulla prescrizione.
“Guardi, glielo garantisco: non c’è nessun gioco di do ut des. I temi sono tutti importanti e tutti da considerare sullo stesso piano, anche perché sono tutti all’interno del contratto di Governo. E, dunque, tutti da affrontare”.

Allora la Bongiorno che ha definito il provvedimento sulla prescrizione una “bomba atomica”? È stata fuori luogo?
“Io la considero un’esternazione suggestiva. Sono sicuro che la Bongiorno condividerà tutti i passaggi di questa chiacchierata”.

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