Il Decreto sicurezza funziona. L’Italia non è più un porto aperto. Protezione umanitaria a dicembre solo a 236 migranti. Frontex conferma: sbarchi di irregolari ridotti del 92%

dalla Redazione
Politica

Nel mezzo dello scontro tra Matteo Salvini e i sindaci del fronte del “no” capitanati da Leoluca Orlando e Luigi de Magistris, arrivano i numeri del Viminale. E sui numeri c’è ben poco da obiettare. Sono freddi, oggettivi, inopinabili. E cosa raccontano questi numeri? Che, nel bene o nel male, il decreto Sicurezza di matrice salviniana sta funzionando. Grazie al crollo degli sbarchi e la stretta del decreto sicurezza, infatti, sono calate le richieste di asilo.

Secondo i dati del Viminale a dicembre dello scorso anno le domande sono state 2.753, il 27% in meno rispetto alle 3.784 di novembre. Non solo. Le richieste rinviate al mittente sono state 5.870, l’82% del totale (erano l’80% a novembre ed il 74% ad ottobre). Anche sul tema della protezione umanitaria, i dati sono in netto calo: a dicembre è stata concessa soltanto al 3% dei richiedenti (236 persone), contro il 5% di novembre ed il 13% di ottobre.

Sul punto occorre fare chiarezza. Contrariamente a quanto spesso si sente dire, nelle ultime settimane i porti non sono stati ignobilmente chiusi come qualcuno pensa. Tanto che dal 22 dicembre – confermano ancora i dati del ministero dell’Interno – 165 persone sono sbarcate in Italia. Se si tiene conto di tutto il mese si arriva a 359 migranti sbarcati. Nessuna chiusura, dunque. Ma atteggiamento – a detta della maggioranza gialloverde – più oculato rispetto al passato e ai governi di centrosinistra quando si preferiva accogliere chiunque e spingersi nei soccorsi fino a ridosso delle coste libiche.

Numeri, questi, che ci permettono di offrire un quadro esaustivo su tutto l’anno appena trascorso. Nel 2018 sono sbarcati sulle coste italiane 23.370 migranti, l’80,42% in meno rispetto al 2017 (quando furono 119.369) e l’87,12% in meno rispetto al 2016 (181.436). Decremento ancora più considerevole se si prende in considerazione il solo numero di quelli provenienti dalla Libia: 12.977 dall’1 gennaio al 31 dicembre, l’87,90% in meno rispetto all’anno scorso e il 92,85% in meno rispetto a due anni fa. I minori stranieri non accompagnati sbarcati nel 2018 sono stati 3.534, a fronte dei 15.779 del 2017 e ai 25.846 del 2016. I migranti in accoglienza ad oggi sono 135.858.

E a confermare questo trend, anche i numeri diffusi sempre ieri da Frontex. Nel 2018 gli irregolari che hanno attraversato i confini europei sono stati circa 150mila, il livello più basso degli ultimi 5 anni. Rispetto al picco del 2015, il dato del 2018 registra un calo del 92%. Il risultato del 2018 si spiega con il crollo degli arrivi sulla rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia, che registra complessivamente circa 23mila arrivi (-80% rispetto al 2017). Nel Mediterraneo centrale per trovare un flusso di arrivi così ridotto bisogna risalire al 2012. E questo, inevitabilmente, è merito delle politiche gialloverdi.

Commenti

  1. honhil

    In quest’attorcigliamento morale e verbale, intanto, Fabio Citrano, l’ addetto stampa di Orlando, su Twitter insulta Salvini apostrofandolo con il sicilianissimo termine dispregiativo di quattro lettere: “Suca”!
    Un addetto stampa, tuttavia, è l’alter ego per la comunicazione della istituzione per la quale lavora. L’altra faccia della stessa medaglia, insomma. Quel suc@, quindi, scritto dal responsabile stampa del Comune del capoluogo siciliano, è come se lo avesse scritto lo stesso sindaco Orlando. Altrimenti, non gli resta che dare il benservito a Fabio Citrano. E non soltanto per dissociarsi dalla volgarità concentrata che in quella seconda persona dell’imperativo c’è, ma per l’alta rappresentatività mafiosa che, tipicamente, quel termine esprime dentro e fuori Palermo. Poiché la moglie di Cesare deve non solo essere onesta, ma anche sembrare onesta. E se la moglie di Cesare doveva essere al di sopra di ogni sospetto (ed è da millenni un concetto universalmente accettato da tutti), … allora, a Leoluca Orlando non gli resta che trarne le conseguenze.

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