Il dolore al cuore fa meno paura. Una nuova Tac prevede l’infarto. L’apparecchio scova anche le placche più piccole. Così si può fare la terapia per prevenire l’ischemia

dalla Redazione
Salute

Una sensazione di oppressione al torace che ogni tanto si fa sentire, l’impossibilità di fare anche piccoli sforzi con la tranquillità di un tempo, e qualche battito che sembra anormale. Ecco che il primo pensiero va al cuore: c’è da temere un infarto o un’aritmia? Come capire cosa sta accadendo al nostro organo più importante? A volte basta un elettrocardiogramma o una ecografia per escludere il rischio di un evento cardiaco, ma ci sono anche casi dubbi in cui è necessario fare una indagine più approfondita. E finora  a parte l’ecocardiogramma che dà un quadro più ampio ma non dice molto, non c’era niente da fare. Oggi, però, esiste un test diagnostico tecnologicamente evoluto e altamente affidabile: è il caso della Tac cuore multistrato che rappresenta attualmente l’esame più attendibile applicato in ambito cardiologico per lo studio non invasivo delle arterie coronariche, in grado di pronosticare con assoluta certezza un evento cardiaco. è infatti un’indagine raccomandata per la prevenzione di coronaropatie, in primis proprio l’infarto del miocardio. Non una normale Tac, anche se l’apparecchio è simile, ma una nuova tecnologia che può analizzare persino il grasso intorno all’organo, uno dei possibili marcatori del rischio d’infarto, e individua i pericoli che corre una persona, ciò che test e tomografia attualmente in uso non sono in grado di fare. L’apparecchio messo a punto dai ricercatori dell’Università di  Oxford, potrebbe consentire di identificare il rischio di un’ischemia cardiaca, anni prima che si verifichi. Il team di scienziati ha dimostrato che le placche coronariche più pericolose rilasciano sostanze chimiche che modificano il grasso circostante, e la nuova Tac rileva proprio questi cambiamenti. La differenza con le altre tomografie sta nel fatto che individuano i blocchi causati da placche di grandi dimensioni, ma non le più piccole ad alto rischio che potrebbero rompersi e causare un infarto.  Basato sull’analisi dello stato infiammatorio e del grasso depositato sulle arterie, dunque, il test ha in sé il potenziale di rivoluzionare il trattamento per uno dei maggiori killer del mondo, hanno spiegato gli autori del lavoro. Gli esperti hanno finora analizzato oltre duemila Tac evidenziando che quando il livello di infiammazione dei tessuti sale, cambia il comportamento del grasso che tende a rompersi e tutto il tessuto circostante cambia aspetto. Sono proprio queste modifiche del tessuto intorno alle arterie che danno un’idea del rischio cuore. Il nuovo sistema, chiamato indice di attenuazione del grasso, individua i pazienti a rischio, consentendo ai medici di trattarli con statine o altri farmaci. Insomma l’infiammazione e il grasso intorno alle arterie sono come una bomba ad orologeria e per disinnescarla si può agire per tempo. Le malattie cardiovascolari sono tra le prime cause di morte, insieme al cancro, nemico numero uno.