Il Governo che verrà? M5S-Lega l’ipotesi più duratura. Parla Brachino: nessuna chance per un Esecutivo del Colle. Sgradevoli i veti su Berlusconi

di Giorgio Velardi
L'intervista

“Siamo in un eterno gioco dell’oca, fare previsioni su come andrà a finire è complicato. Certamente, è difficile immaginare qualcosa di duraturo, anche perché il ‘Governo di tutti’ non è tra le ipotesi all’ordine del giorno”. Claudio Brachino, direttore di Videonews, la testata giornalistica che si occupa dei principali programmi d’informazione di Mediaset, fotografa così la situazione all’indomani del primo giro di consultazioni al Quirinale, in attesa del secondo round previsto per la settimana prossima. Per il giornalista però Mattarella, compresa l’impossibilità di dar vita a un Governo del presidente, ha dato un’indicazione chiara: “Per scongiurare nuove elezioni dando vita a Esecutivo politico, le ipotesi sono o M5s-Lega o M5s-Pd. Ma con delle differenze sostanziali, a cominciare dal livello di tenuta”.

In che senso? Si spieghi.
“Un Esecutivo frutto di accordo tra Di Maio e Salvini, magari allargato al resto del Centrodestra, potrebbe sicuramente durare di più. Al contrario, un possibile asse tra grillini e dem rischia di restare in carica giusto il tempo di dirimere le controversie interne al partito del Nazareno. Il primo scenario spaventa maggiormente l’establishment, per questo – forse – il Quirinale ha scelto di prendere ulteriore tempo”.

Nell’ipotesi M5s-Lega chi farebbe il premier? Di Maio?
“Sì, magari con Salvini ministro dell’Interno. Personalmente, sono contrario alla logica dei veti. Perciò, senza voler prendere le parti di nessuno, devo dire che quello posto da Di Maio su Berlusconi è stato spiacevole. È vero che in campagna elettorale Forza Italia e pentastellati se ne sono dette di tutti i colori, ma lo stesso è avvenuto anche tra loro e il Pd, indicato invece come possibile interlocutore. È un problema di coerenza”.

Con l’altro scenario, cioè M5s-Pd, nella sua ottica il ritorno al voto sarebbe molto più veloce. Ma con quale legge elettorale?
“Se fossimo ancora nella logica cosiddetta bipolare, alla quale forse stiamo tornando, si potrebbe riscoprire un sistema di stampo uninominale…”.

Ma con più di due forze in campo il rimpianto Mattarellum andrebbe bene?
“Credo che arrivati a questo punto si possa anche ripensare a un proporzionale puro alla tedesca, così com’era stato ipotizzato l’estate scorsa prima che i veti incrociati tra i partiti facessero saltare il banco. Il Rosatellum, mix di proporzionale e maggioritario, si è dimostrato essere folle”.

Continui.
“In un sistema simile, non la coalizione ma il partito che vince deve avere un premio di maggioranza e un mandato chiaro. Un sistema di questo tipo potrebbe fare sicuramente comodo ai Cinque Stelle, ma anche a Salvini nell’ottica del partito unico di cui si discute negli ambienti di Centrodestra”.

In questo modo, il Pd si ritroverebbe fuorigioco.
“L’importante è che si passi a una visione ‘costruttiva’ della politica, che semplifichi le cose agli occhi degli elettori. Altrimenti rischiamo di ritrovarci in un continuo rebus”.

Twitter: @GiorgioVelardi

Commenti

  1. honhil

    Intanto, ad Ivrea, archiviato definitivamente Antonio Ingroia e come pm e come politico, si fa avanti sullo stesso binario morto Nino Di Matteo. Il Quirinale è avvisato. In quanto agli italiani, hanno già dato.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *