Il labirinto italiano delle agevolazioni fiscali. Tra esenzioni e detrazioni 636 misure diverse di cui spesso non si conoscono nemmeno i beneficiari. E la maggior parte delle leggi sono solo per pochi fortunati

di Carmine Gazzanni
Cronaca

Un labirinto incredibile fatto di leggi, sconti, agevolazioni fiscali, detrazioni, esenzioni. E ogni anno che passa, piuttosto che semplificarsi, questo mondo si complica. Diciamocelo chiaramente: a chi non è mai capitato deporre le armi dinanzi a una macchina talmente ingarbugliata che anche solo capire come ottenere questo o quel beneficio diventa un’impresa? Con la conseguenza paradossale che spesso gli stessi beneficiari della marea di agevolazioni rimangono ignoti. A cercare di mappare questo labirinto è stato in questi giorni l’Ufficio Valutazione Impatto del Senato che ha pubblicato un lungo e dettagliato dossier dal titolo emblematico: “Il labirinto delle spese fiscali”. Appunto. Si parte da un assunto: il riordino promesso dal nuovo Governo si preannuncia non agevole. E non per la mancanza di volontà. Ma perché davanti ci si troverà un mostro a 4,5,6 teste. Anzi, un mostro a 636 teste. Tante sono state, infatti, le diverse misure fiscali esistenti al 2017: 466 erariali e 170 relative a tributi locali.

Caos totale – Un vero e proprio labirinto, come detto, che ovviamente ha delle ripercussioni pesanti sulle casse dello Stato: secondo il calcolo dei tecnici, infatti, le minori entrate per lo Stato sono stimate in ben 75,2 miliardi di euro per il 2018. Per dire: dal primo gennaio 2016 al 30 giugno 2017 (al Mef c’era Pier Carlo Padoan) sono state introdotte 44 agevolazioni nuove di zecca, che, da sole, hanno determinato 4,8 miliardi di euro di minori entrate per lo Stato. È evidente, a questo punto, che più di qualcosa non torna. Specie se si conta che solo di pochi beneficiari lo Stato conosce gli estremi. Impossibile? E invece no. Sulle 466 misure erariali – denuncia l’ufficio tecnico di Palazzo Madama – solo di 136 norme conosciamo il numero dei beneficiari.

Norme per ricchi – Il disastro, però, non finisce qui. Secondo l’analisi effettuata dai tecnici, infatti, la maggior parte delle norme comporta altissimi benefici per pochissimi beneficiari: il maggior numero di agevolazioni su cui si hanno dati completi, 73 misure su 132 (il 55,4%) riguarda nel complesso “un numero bassissimo di beneficiari, circa 425mila: sono lo 0,35% dei contribuenti che usufruiscono delle tax expenditures in Italia”. Ci sono ben nove misure, ad esempio, che consentono un risparmio di oltre 60mila euro. Per dire: la “deduzione per società cooperative di somme ripartite tra i soci a titolo di restituzione o maggior compenso”, permette un risparmio di 62.518 pro capite e beneficia solo 305 soggetti Ires (Imposta sul reddito delle società). Di contro, le spese fiscali di cui profitta un numero consistente di contribuenti offrono un vantaggio al di sotto dei 100 euro. Qualche esempio? L’esenzione dall’imposta di bollo dei certificati rilasciati dall’autorità giudiziaria in materia penale ha riguardato nell’ultimo anno 9.392.966 beneficiari. Effetti pro capite: 16 euro. Della detrazione per spese veterinarie, invece, hanno goduto 725mila persone, per uno risparmio di 29,9 euro pro capite.