Il mea culpa di Juncker fuori tempo massimo: “L’austerità è stata un errore”. Di Maio: “Sono lacrime di coccodrillo. Inizia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi”

dalla Redazione
Politica

Durante la crisi del debito “c’è stata dell’austerità avventata, ma non perché volevamo sanzionare chi lavora e chi è disoccupato: le riforme strutturali restano essenziali”. E’ quanto ha detto il presidente della Commissione Ue,  Jean-Claude Juncker, nel corso del suo intervento in aula a Strasburgo per la celebrazione dei vent’anni dell’euro. “Mi rammarico – ha aggiunto Juncker – di aver dato troppa importanza all’influenza del Fondo monetario internazionale. Al momento dell’inizio della crisi molti di noi pensavano che l’Europa avrebbe potuto resistere all’influenza del Fmi. Se la California è in difficoltà, gli Stati Uniti non si rivolgono al Fondo monetario internazionale e noi avremmo dovuto fare altrettanto”. Duro il commento del vicepremier, Luigi Di Maio: “Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, inizia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi a pochi mesi dalle elezioni europee”. “Le lacrime di coccodrillo – ha aggiunto il leader del M5S – non mi commuovono. Juncker e tutti i suoi accoliti hanno devastato la vita di migliaia di famiglie con tagli folli mentre buttavano 1 miliardo di euro l’anno in sprechi come il doppio Parlamento di Strasburgo. Sono errori che si pagano”.