Il Pd chiama il direttore di Rai1 in Commissione di Vigilanza per chiedere conto del calo di ascolti nel programma Tv della Isoardi. E dire che nessuno è più in crisi di audience dei dem

di Sergio Patti
Tv e Media

Negli ambienti della mala si parlerebbe di vendetta trasversale. Il meccanismo è questo: quando non si può colpire un bersaglio sgrosso si spara a quanto ha di più vicino. E caro. La Commissione di Vigilanza sulla Rai ovviamente non ha nulla a che spartire con certi mondi al di fuori della legalità, ma la proposta di chiamare in audizione nientepopodimeno che in Parlamento il direttore della Rete 1 per chiedere conto del calo di ascolti nel programma condotto da Elisa Isoardi richiama quei sistemi di ritorsione. La Isoardi è notoriamente legata al vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, e per questo non è stata fatta direttore generale o presidente della tv pubblica, ma conduce semplicemente una trasmissione – La prova del cuoco – come aveva già fatto in passato, prima dell’inizio della sua relazione sentimentale. Ciò nonostante adesso sembra che le si voglia fare scontare qualcosa che nulla ha a che fare col suo lavoro, come è facilmente dimostrabile se solo si pensa a quanti presentatori di programmi flop della Rai siano mai stati convocati o fatti oggetto di audizioni parlamentari. Un metodo che appare ancora più insopportabile e sospetto se si pensa che la sollecitazione arriva dal Pd. Dove sulla crisi dell’audience (il proprio) sono ormai esperti.