Il punto di Mauro Masi. Regolare il traffico su Internet, la svolta è possibile: la rivoluzione parte da Marrakech

di Mauro Masi

Si svolge questo weekend a Marrakech in Marocco il 55° meeting dell’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) l’ente, davvero poco noto al grande pubblico, che detta la disciplina per regolare il traffico su Internet.

Internet funziona così: per raggiungere un’altra persona (o comunque un altro destinatario) sulla Rete è necessario digitare un indirizzo sul proprio computer (o sul proprio tablet, smartphone, etc): un nome o un numero. Affinché i computers riescano a rintracciarsi tale indirizzo deve essere univoco (indirizzo IP). La struttura che a tutt’oggi attribuisce questi indirizzi IP e li coordina nell’ambito di codici di identificazione (dominii) è appunto l’ICANN. Questo è un ente internazionale no-profit istituito nel 1998 con sede in California e che, sinora, ha agito su incarico diretto del Dipartimento al Commercio del governo degli Stati Uniti. Ha una struttura “multistake holders” di diritto privato ed è sottoposta alle leggi della stessa California; il settore pubblico è presente solo in un comitato (il GAC, Government Advisory Committee dove i membri sono indicati dai Governi) che si limita però a dare consigli non vincolanti al Board.

Come si vede una struttura assai peculiare ma che comunque ha, nel tempo, certificato il sostanziale controllo del traffico (non dei contenuti, ovviamente) di Rete da parte del Dipartimento al Commercio degli USA (attraverso la NTIA, National Telecommunications and Information Administration). Questo assetto sta ora per cambiare  ed il cambiamento dovrebbe essere sancito proprio questo week-end al meeting di Marrakech.

Gli Stati Uniti già nel marzo 2014 avevano infatti annunciato di voler cedere il controllo della gestione dei dominii di Internet  e da allora ICANN ha elaborato una proposta che tiene conto degli interessi di tutti gli stakeholders e che dovrà chiudere il contratto in essere con gli USA. Da Marrakech si aprirà una fase in cui il Governo americano studierà la proposta aggiungendo eventuali modifiche e miglioramenti per rendere più fluida e partecipata la gestione dei dominii.

La Terza Fase sarà quella dell’implementazione della proposta finale che dovrebbe affidare ad una community di “global multistakeholders” le  funzioni dell’ICANN senza più  la supervisione/gestione degli  USA.

Sul perché gli Stati Uniti abbiano deciso in via unilaterale di “mollare” l’ICANN si sono date varie interpretazioni; l’impressione prevalente è che la struttura originale dell’Ente fosse ormai ampiamente superata dalla configurazione attuale della Rete e che per gli stessi USA il mantenerla fosse divenuto un peso non solo inutile ma addirittura dannoso almeno da un punto di vista reputazionale nel senso che perpetrava a livello globale l’impressione che gli USA, oltre a controllare commercialmente la Rete con le grandi imprese high-tech (le “over the top”), ne avessero un controllo anche istituzionale.

Da Marrakech dovrà iniziare concretamente il percorso per vedere se qualcosa effettivamente cambierà e; nonostante il sostanziale disinteresse di quasi tutti i media mondiali, sarà comunque un passaggio epocale.

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