Il Senato vota con 167 sì la fiducia sul maxiemendamento alla Manovra. Ora tocca alla Camera: aula convocata per il 28 e 29 dicembre

dalla Redazione
Politica
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La questione di fiducia, che il Governo aveva posto al Senato sul maxiemendamento alla Manovra, è passata nell’Aula di Palazzo Madama con 167 sì, 78 no e 3 astenuti (Mario MontiGregorio De Falco ed Albert Laniece). Il voto, nominale per appello, è avvenuto nella notte. Ora il Consiglio dei ministri dovrà presentare la nota di aggiornamento del Def.

“Mi pare che sia tutto pronto”, aveva commentato, arrivando al Senato, il vicepremier Matteo Salvini confermando che i decreti su reddito di cittadinanza e pensioni saranno approvati “nei primi giorni di gennaio”, probabilmente dopo l’Epifania.”Siamo stanchi ma contenti”, ha concluso Salvini. Al voto di fiducia era presente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte insieme ai ministri Tria, che ha assistito all’intera discussione generale, Salvini, Centinaio, Bongiorno, Fraccaro, Lezzi, Stefani e ad alcuni sottosegretari. “Un primo passaggio è stato completato adesso passiamo alla Camera”, si è poi limitato a dire il presidente del Consiglio Conte lasciando Palazzo Madama.

“Questa è una manovra tutta scritta in Italia con il marchio del made in Italy”, ha detto il senatore Gianluigi Paragone del Movimento 5 stelle annunciando il voto favorevole del suo gruppo alla manovra. “Qualcuno – ha aggiunto – voleva spingerci verso l’esercizio provvisorio, ma non c’è riuscito. Cari oppositori voi parlate la stessa lingua dell’Europa ecco perché non capite questa manovra. Siamo andati a Bruxelles per indicare una nuova rotta che è la rotta sociale. Chi ha creato la rottura sociale ora sta chiedendo scusa”.  Al termine dell’intervento di Paragone dai banchi di Forza Italia sono stati esposti alcuni cartelli con la scritta “Più povertà” mentre i parlamentari M5S urlavano in coro ‘Onestà, onestà!”.

Il Pd non ha partecipato alla votazione sulla fiducia come aveva annunciato, durante le dichiarazioni di voto, il senatore Andrea Marcucci. “Il Parlamento – ha detto l’esponente Dem – è stato offeso dal vostro modo di intendere la politica: per la prima volta si fa una legge di bilancio completamente extra parlamentare. Il governo in queste settimane ha più volte calpestato i diritti del Parlamento, e nelle ultime ore è stata usata violenza”.

L’esame della Manovra da parte dell’Aula della Camera avverrà il 28 e 29 dicembre, mentre il 27 inizierà l’esame da parte della Commissione Bilancio di Montecitorio.