Il triste antipasto delle elezioni in Sicilia

di Giorgio Velardi
Editoriale

La disastrata situazione della Sicilia, oltre 8 miliardi di euro di debiti che graveranno sulle nuove generazioni per i prossimi trent’anni, imporrebbe ai partiti di condurre le trattative per la scelta del nuovo governatore (si vota il 5 novembre) nel modo più nobile possibile. Selezionando persone con capacità e competenze da vendere. Tutto inutile. Per l’ennesima volta, infatti, sta andando in scena uno spettacolo che rattrista, dove ognuno pensa esclusivamente a ritagliarsi un posto al sole. I 5 Stelle un candidato ce l’hanno già, votato dagli iscritti: si chiama Giancarlo Cancelleri, è lo stesso di cinque anni fa e promette di partire dal taglio degli stipendi dei parlamentari dell’Ars e dall’abolizione di vitalizi e pensioni d’oro. Centrodestra e Centrosinistra invece brancolano nel buio, più indaffarati a corteggiare Angelino Alfano – a detta loro, Ap sull’isola vale il 10% – che a stilare uno straccio di programma per spiegare ai siciliani cosa intendono fare per risollevare le sorti della Regione (ammesso che sia possibile). Se questo è l’antipasto in vista delle Politiche dell’anno prossimo stiamo freschi.