Ilva funesta di Di Maio. Il ministro annuncia: “Nel decreto Crescita abolita l’immunità penale”. Maggiori controlli sulle bonifiche finora mai fatte

dalla Redazione
Cronaca

“Abbiamo tolto l’immunità penale per i vertici dell’ex Ilva”. L’annuncio di Luigi Di Maio arriva in una Taranto blindata per il tavolo permanente per il Contratto istituzionale di sviluppo al quale partecipano il vicepremier e altri 4 ministri pentastellati. La norma – che era stata annunciata negli scorsi mesi – è contenuta nel decreto Crescita, approvato nella notte a Palazzo Chigi, e sarà valida da agosto.

“Sono qui per dire che ieri in consiglio dei ministri abbiano abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici di Ilva di potere godere di alcune esimenti legate a reati ambientali e legate ad alcuni reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto”, ha detto il vicepremier. “L’esimente penale – ha aggiunto – aveva vita altri 4 anni e mezzo, da agosto invece non avrà più effetti nel nostro ordinamento”.

Ma non è finita qui. “L’altro grande problema che abbiamo – ha aggiunto Di Maio – è che abbiamo un miliardo di euro a disposizione che non si stanno spendendo”. Il riferimento è alle risorse che hanno i commissari Ilva per le bonifiche, risorse derivate dalla transazione col gruppo Riva, ex proprietario dell’acciaieria che oggi fa capo ad Arcelor Mittal. Ieri i commissari Ilva Gnudi, Carrubba e Laghi si sono dimessi con decorrenza dal primo giugno e Di Maio ha già nominato i nuovi commissari. “Sarò qui di nuovo il 24 giugno, esattamente tra due mesi, in modo che quello che ci siamo detti oggi al tavolo sarà verificato e vedremo come i soldi sono stati spesi. Qui non è una questione di altri soldi, qui prima di tutto bisogna spendere bene quelli che ci sono”.