In Ama i conti non tornano. E il bilancio finisce in Procura. Già sentita dai pm l’ex assessore Montanari

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Dopo la bocciatura dell’ultimo bilancio di Ama, sulla municipalizzata dei rifiuti si addensano nubi sempre più nere. Non bastava il braccio di ferro con il Campidoglio che si protrae aspramente da mesi perché ora ad interessarsi dei bilanci dell’azienda sono anche e soprattutto la Procura di Roma e la Corte dei Conti. Due distinte inchieste che riguardano la prima il presunto pericolo di dissesto finanziario mentre la seconda fa riferimento alla gestione del servizio.

Proprio sul bilancio non approvato e sul pericolo che non venga assicurata la continuità aziendale, aspetto questo che finirebbe per paralizzare completamente la raccolta dei rifiuti nella già provata Capitale, sono al lavoro senza alcuna sosta il procuratore aggiunto Paolo Ielo e i pubblici ministeri Luigia Spezia, già titolare dell’indagine sul rogo di dicembre che ha devastato l’impianto di trattamento biomeccanico (tmb, ndr) di via Salaria, e Claudia Terracina, la quale si è occupata di Ama in merito ad un giro di tangenti sull’assegnazione di lavori di manutenzione nei cimiteri.

Un’indagine che dalla Procura assicurano essere ancora in fase embrionale e in cui sarebbero al vaglio i bilanci di Ama approvati dalla giunta Raggi, con particolare riferimento a quello del 2017, ossia l’ultimo disponibile. Proprio quello bocciato venerdì scorso dalla giunta grillina al termine di una seduta a dir poco convulsa, coincisa con le dimissioni immediate ed irrevocabili dell’ormai ex assessore alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari, quest’ultima fedelissima di Beppe Grillo e da sempre vicina al presidente Ama Lorenzo Bagnacani, che invece su quel progetto di bilancio aveva dato parere favorevole.

Una situazione pesante per la quale l’ex assessore, ben prima della riunione fiume di venerdì scorso, aveva più volte ripetuto che esisterebbe un rischio concreto che l’azienda possa andare incontro al fallimento o al concordato. Per questo la Montanari, a soli sei giorni di distanza dalle proprie dimissioni, è stata convocata e sentita a piazzale Clodio in qualità di persona informata sui fatti e, stando a quanto emerge, avrebbe fornito informazioni utili al proseguo delle indagini. E altre importanti indicazioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni quando a piazzale Clodio, anche loro in veste di persone informate sui fatti, sfileranno prima i vertici dell’azienda, poi i membri del collegio sindacale. Solo in un secondo momento, dopo aver attentamente analizzato i fatti, saranno eventualmente iscritte delle persone al registro degli indagati.

Per quanto riguarda l’inchiesta della Corte dei Conti, invece, gli accertamenti sono a lungo raggio e interessano diversi aspetti della gestione di Ama. In particolare sarebbe sotto esame il contratto di servizio che regola il rapporto tra Roma Capitale e la municipalizzata dei rifiuti per capire se questo sia stato rispettato anche durante il periodo di Natale quando la Capitale fu letteralmente sommersa dai rifiuti.

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