In Europa migliaia di morti a causa dello smog. L’Aea avverte: nel Nord Italia vivono i cittadini più a rischio. Anche i bambini esposti a livelli troppo alti di polveri ultrasottili

dalla Redazione
Salute

L’inquinamento atmosferico è tra le principali cause di morti premature in 41 Paesi europei, tra cui i 28 Stati membri dell’Unione europea. L’Italia è al secondo posto in Europa per morti per Pm 2.5 e al primo per le morti da biossido di azoto e ozono. Il preoccupante quadro emerge da un rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente di Copenaghen (Aea), ‘Qualità dell’aria in Europa – Rapporto 2018’. Dal rapporto emerge, inoltre, che la quasi totalità dei cittadini che vivono in una città dell’Ue sono esposti “a livelli di ozono superiori ai livelli stabiliti dalle linee guida emesse dalla World Heath Organization”.

L’Aea stima l’esposizione al particolato – una miscela di minuscole particelle e goccioline liquide comprendente diversi componenti inclusi acidi, metalli, particelle di terreno o polvere – ha determinato la morte prematura di 422mila persone in 41 Paesi. Nonostante i recenti progressi, gli Stati europei, avverte l’Agenzia,  devono intensificare gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria, considerati gli alti costi per gli esseri umani e l’ambiente. Secondo l’Aea, l’inquinamento da particolato, ozono troposferico e biossido di azoto causano o aggravano problemi respiratori, malattie cardiovascolari, cancro e diminuiscono l’aspettativa di vita e può anche danneggiare gli ecosistemi.

Le principali fonti di inquinamento atmosferico sono: trasporto su strada, agricoltura, produzione di energia, industria e abitazioni. “In termini di inquinamento atmosferico – ha dichiarato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea – le emissioni dei trasporti stradali sono spesso più dannose di quelle provenienti da altre fonti, poiché si originano a livello del suolo e tendono a verificarsi nelle città, vicino alle persone”.

Dallo stesso rapporto emerge che in Europa 3,9 milioni di persone abitano in aree dove sono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell’aria (Pm10, biossido di azoto e ozono). Di queste, 3,7 milioni, cioè circa il 95%, vive nel Nord Italia. L’Italia è al secondo posto in Europa per morti per Pm2.5 (60.600) e al primo per le morti da biossido di azoto (20.500) e per l’ozono (3.200).

Secondo l’Oms ogni giorno più del 90% dei bambini e ragazzi sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata, che è la causa di 600mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori.  In Italia, essendo tra i paesi con la qualità dell’aria peggiore, il 98% dei bambini sotto i cinque anni è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili.