In Italia ritorna l’incubo Aids. Boom di contagi tra i ragazzi: ogni due minuti un adolescente viene infettato

di Monica Tagliapietra
Salute
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Non è più una sentenza di morte, e decenni di campagne e testimonial famosi dovrebbero avere allontanato anche i tabù di in tempo. Eppure l’Aids è ancora lontana dall’essere debellata, come dimostrano i dati dell’Unicef, resi noti ieri, proprio in occasione della giornata mondiale contro la malattia. I numeri sono ancora allarmanti, ogni 2 minuti un adolescente, molto più probabilmente una ragazza, contrae il virus. Ma non solo. Un numero enorme di persone ignora di essere contagiato. Solo nel 2015 la sindrome ha fatto 41mila vittime tra gli adolescenti, soprattutto nell’età compresa tra i 10 e i 19 anni.

Prevenzione dimenticata – E il numero è destinato ad aumentare se la scienza non troverà presto una strada nuova da percorrere. Si stima, infatti che entro il 2030 ci saranno il 60% di casi in più se non si bloccherà il contagio. Anche perchè gli uomini italiani, giovani e meno giovani, continuano ad essere avversi all’utilizzo del condom, concesso al massimo durante la fase finale del rapporto per evitare gravidanze non desiderate. Sono stati fatti enormi progressi nella prevenzione della trasmissione da mamma a figlio durante la gravidanza, nel mondo, fra il 2000 e il 2015, sono stati evitati un milione e mezzo di nuovi contagi tra i bambini, ma dal 2014 sono diminuiti i finanziamenti per prevenire la diffusione della malattia tra gli adolescenti. Quindi la prevenzione rimana la prima arma per evitare la malattia. Un altro dato che desta preoccupazione è che nel mondo il 40% di tutte le persone infette, oltre 14 milioni, non sa di essere sieropositivo. Mentre in Italia la media scende a 1 su 4. Proprio per colmare questa lacuna si può comprare da subito il nuovo test fai-da-te sbarcato ieri in farmacia. Il costo è di 20 euro, non serve la ricetta medica e consente di avere una risposta in 15 minuti.

Cosa bisogna fare – Il produttore, che è la casa farmaceutica Mylan, ha comunque ricordato come per l’autotest valga la stessa regola degli esami di laboratorio riguardo all’intervallo finestra. Tra il momento del contatto a rischio e quindi del presunto contagio e l’analisi, infatti, devono passare almeno 90 giorni. Un po’ come il test di gravidanza. “Il mondo ha fatto enormi progressi per porre fine all’Aids, ma la battaglia è ancora lontana dall’essere conclusa, soprattutto per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti”, ha ricordato il direttore generale Unicef Anthony Lake.