Inarrestabile corsa al riarmo, come nemmeno ai tempi della Guerra Fredda. Spesa monstre in armamenti: 1.739 miliardi di dollari

dalla Redazione
Primo piano

Paesi armati fino ai denti, così come nel 2017, non si erano mai visti nemmeno ai tempi della Guerra Fredda. Il quadro annuale disegnato dal Sipri (Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace) evidenzia una spesa in armamenti per la bellezza di 1.739 miliardi di dollari. Una cifra pari all’1,1 per cento in piú rispetto al 2016. Una corsa al riarmo che non può non essere preoccupante. Pur avendo perso un posto nella speciale graduatoria, l’Italia non ha fatto registrare una riduzione della spesa in armi, bensì una crescita del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente. L’Italia si trova comunque al dodicesimo posto avendo speso 29,2 miliardi per la Difesa. “Sono numeri che confermano il trend in rialzo già evidenziato dalle analisi dall’Osservatorio Mil€x, più specifico nelle valutazioni sul bilancio dello Stato Italiano”, ha chiarito in una nota la Rete italiana per il disarmo.

Si può parlare di una riduzione delle spese, invece, prendendo in analisi il periodo 2008-2017 (-17 per cento). Per carità, si tratta della riduzione più consistente tra i Paesi che si trovano nelle prime 15 posizioni della classifica, ma che ci fa restare comunque piuttosto spiazzati visto che, almeno ufficialmente, non siamo una nazione in guerra. Altro dato da sottolineare è che proprio i primi 15 Paesi in graduatoria da soli coprono l’80 per cento del totale delle spese militari mondiali.

La classifica – La spesa complessiva in armamenti per il 2017 corrisponde al 2,2% del Prodotto interno lordo mondiale. Una crescita inarrestabile e graduale negli anni. Un aumento della spesa che è dovuto agli investimenti militari nell’area mediorientale, dove l’Arabia Saudita ha fatto segnare un boom vero e proprio in tale direzione. Robusto anche l’aumento delle spese militari da parte di Cina e India, mentre la Russia ha fatto registrare una drastica riduzioni dei costi con un significativo -20 per cento. Stati Uniti, invece, su un livello costante anche se le previsioni per l’anno in corso fanno pensare a un imminente rialzo.  Passando al setaccio, invece, i Paesi europei emerge una riduzione da delle spese da parte della Francia (-1,9 per cento) e una crescita, seppur lieve, per Gran Bretagna +0,5 per cento, Germania +3,5 per cento. Di fronte a questi dati  la Global Campaign on Military Spending di cui Rete Italiana per il Disarmo è partner ha evidenziato delle richieste molto chiare: “Come primo passo, chiediamo pertanto una riduzione del 10% della spesa militare in tutti i Paesi e le Alleanze, compresa la Nato, al fine di uno spostamento di questi fondi verso i veri bisogni umani e obiettivi sostenibili”.

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