Incendi da Nord a Sud. L’Italia continua a bruciare: nell’estate 2017 si contano 371 roghi. E a Tivoli due persone sono morte

dalla Redazione
Cronaca

Gli inendi di quest’estate collezionanto ancora tragici primati. Altri due corpi infatti sono stati trovati dai vigili del fuoco in una piccola costruzione all’interno di un terreno dove era in corso un vasto incendio in via della Crocetta, nei pressi di Tivoli, in provincia di Roma.

Drammi che si sommano ad altri pesanti drammi di questa estate. Nell’estate 2017 si contati ben 371 roghi. Con questa cifra l’Italia si candida ad essere il primo Paese in Europa per numero di incendi boschivi. Sono invece 72.039 gli ettari di terreno andati a fuoco, secondi solo al Portogallo che con 115.323 ettari è in testa per l’estensione bruciata. È quanto emerge da una mappa aggiornata al 27 luglio del Centro di coordinamento per la risposta all’emergenza della Commissione europea. In Spagna gli incendi sono stati 43, per 19.666 ettari inceneriti, mentre in Francia 22 per 9.585 ettari bruciati.

Solo oggi in Sicilia risultano attivi ben 39 incendi. Le zone più colpite sono quella del palermitano, la zona al confine tra Enna e Caltanissetta e il messinese. Nove sono i roghi in prossimità di Palermo. Nel corleonese è stato chiesto l’intervento di tre aerei. Gli altri incendi sono divampati a Partinico, Lercara Friddi e nelle Madonie. Quattro i roghi a Enna, sempre nella zona di Piazza Armerina che brucia ormai da 4 giorni, e quattro a Caltanissetta, tra Niscemi e Riesi. Tre incendi nel trapanese, di cui uno con la richiesta di intervento aereo. Quattro ad Agrigento. Nel messinese sono tre le richieste di aerei su sei incendi scoppiati. Nel catanese nella zona di Randazzo, lungo la linea di confine con la provincia di Messina, le fiamme sono divampare in sei punti.

Fiamme anche sul Gran Sasso, dov’è ancora in corso un incendio che si è sviluppato ieri a causa di un barbecue, nella piana di Campo Imperatore e che poi ha scavalcato la montagna fino a spostarsi dal versante Aquilano a quello Pescarese. Le fiamme ieri hanno raggiunto la cima del monte Siella, punto di distacco della valanga che lo scorso 18 gennaio ha travolto e distrutto l’hotel Rigopiano, provocando la morte di 29 persone. Il rogo, dopo aver interessato le praterie della piana, nell’Aquilano, ha raggiunto e superato la montagna circostante, bruciando prima la pineta e poi la faggeta, fino a raggiungere il versante pescarese. Grave il danno ambientale causato dalle fiamme che hanno distrutto il cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, zona ricca di flora e fauna.