Incidente sul lavoro a Milano, tre operai morti. L’allarme antigas non ha suonato. Azienda sotto sequestro, aperta un’inchiesta per omicidio colposo plurimo

dalla Redazione
Cronaca

Alla Lamina Spa, azienda che produce laminati d’acciaio in uno stabilimento alla prima periferia di Milano, in zona Rimembranze di Greco, teatro del gravissimo incidente che ieri è costato la vita a tre operai, i dispositivi di allarme non hanno funzionato. È proprio su questo aspetto che si stanno concentrando le indagini della procura di Milano, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo.

Ieri pomeriggio sei operai (due di loro fratelli) che stavano pulendo un forno sotterraneo sono stati investiti in pieno da una fuoriuscita di gas e sono rimasti intossicati. Il bilancio finale come detto è di tre morti, di età compresa fra i 43 e i 58 anni, e di altre tre ricoverati (uno è in gravissime condizioni). Nello stabilimento dell’azienda – sottoposto a sequestro – sono intervenuti molti mezzi del 118, i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia locale, che ha isolato la zona. È rimasto intossicato anche il capo squadra dei vigili del fuoco, tra i primi a prestare soccorso: è stato trasportato in codice giallo al Niguarda per accertamenti. Dal 1949, la Lamina Spa è specializzata nella produzione per laminazione a freddo di nastri di alta precisione in acciaio e titanio. Sin dai primi anni Settanta, pur mantenendo la tradizionale produzione di acciai al carbonio prevalentemente riservata al mercato italiano, ha orientato la produzione al settore più specializzato dei nastri inossidabili incruditi impiegati nella costruzione di molle industriali e esporta una buona parte dei prodotti.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, su Facebook, ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto. “Il mio pensiero va agli operai che hanno perso la vita mentre erano al lavoro e alle loro famiglie – ha scritto –. Un abbraccio a chi sta lottando per farcela. Queste sono tragedie che non dovrebbero mai accadere. Dobbiamo continuare a operare affinché le condizioni di lavoro siano le più sicure possibili”. Per questo, Sala intende proclamare il lutto cittadino chiedendo inoltre l’apertura di un tavolo “molto operativo e non retorico, con tutti gli enti che possono dare il loro contributo, come a esempio i sindacati, l’Inail, per rafforzare i controlli preventivi”.

Per Paolo Gentiloni si tratta di “un terribile incidente sul lavoro”. Il presidente del Consiglio ha quindi rivolto un “pensiero commosso” alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Di “tragedia terribile che non dovrebbe mai verificarsi”, parla il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. “Sono vicino alle famiglie delle vittime e spero che i feriti possano presto riprendersi – ha aggiunto –. La legislazione italiana sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è considerata una buona legislazione e il sistema dei controlli interviene su 200.000 imprese ogni anno. Serve, però, anche un impegno permanente di tutti i soggetti interessati ed una peculiare attenzione da parte degli imprenditori perché non dovrebbe mai accadere che un lavoratore perda la vita mentre svolge la sua attività”. Dal Centrodestra, a parlare è il candidato al Pirellone Attilio Fontana. “Esprimo il mio dolore, e il mio cordoglio, per gli operai deceduti oggi a Milano – ha detto – e la mia vicinanza alle loro famiglie e ai feriti in questa tragedia. In questi anni si è fatto molto per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro ma queste tragedie ci dicono che purtroppo bisogna fare ancora di più per tutelare chi lavora”.

La Cgil e la Fiom Nazionale chiedono di fare al più presto piena luce sulla vicenda. “Ci auguriamo – si legge in una nota – che gli organi competenti possano, nel più breve tempo possibile, ricostruire la dinamica di quanto accaduto e individuare eventuali responsabilità, ma è indubbio che la tragicità dell’evento non possa non porre grandi interrogativi sul rispetto delle misure di sicurezza previste per il tipo di lavorazione”.

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