Governo, Mattarella di traverso tra Matteo e Luigi. Parla Loquenzi: “Ora Di Maio ha le carte in regola per guidare l’Esecutivo”

di Giorgio Velardi
L'intervista
Loquenzi

Il giorno decisivo per la nascita dell’Esecutivo giallo-verde si è trasformato in quello dell’ennesimo rinvio. Lega e M5s restano distanti su molti punti ma, soprattutto, non c’è accordo sul nome del premier. Come andrà a finire? “Credo che nelle prossime ore tornerà insistentemente in campo l’ipotesi di Di Maio premier”, risponde Giancarlo Loquenzi, giornalista e conduttore di Zapping (Radio 1). Anche perché “un capo del Governo calato dall’alto e ridotto a mero esecutore di un accordo vincolante, ‘alla tedesca’, con una squadra di ministri fatta col bilancino per non scontentare né Lega né M5s non avrebbe senso – aggiunge Loquenzi –. Solo un vanesio potrebbe accettare, ma non sarebbe il miglior antipasto”.

Però se hanno sondato uno come Sapelli, vuol dire che Salvini e Di Maio stanno pensando a questa soluzione.
“Sì, ma mi sembrerebbe strano che uno scenario del genere possa materializzarsi. Senza dimenticare che sulla scelta del nome peserà la decisione del presidente della Repubblica”.

Ma Di Maio avrebbe la capacità per guidare un Governo del genere?
“Mi sembra che sia un leader legittimato e sia diventato una figura rassicurante per le cancellerie internazionali. Gli americani puntano su di lui. Ha le caratteristiche per essere credibile nel contesto che si è creato”.

Il leader del M5s ha dato come orizzonte temporale quello dei 5 anni: è fattibile?
“Anche in questo caso, la durata dipenderà da chi farà il premier. In tempi in cui più che andare nella Terza sembra di essere tornati alla Prima Repubblica, potrebbe esserci pure una staffetta fra i leader. Con un primo ministro terzo invece non credo che si arriverebbe a scadenza naturale”.

Il programma che stanno scrivendo è realizzabile?
“A me sembra che quello del programma sia un tema utile per gettare un po’ di fumo negli occhi rispetto alla questione delle poltrone: lo si è capito benissimo dopo le rivelazioni delle Meloni a margine dell’incontro con Di Maio. Anche perché, se è vero che l’ostacolo era Berlusconi, perché una volta che il Cav si è fatto da parte la macchina non si è messa subito in moto? È chiaro che la questione è un’altra…”.

Prima parlava del Quirinale: per lei Mattarella come sta gestendo questa partita?
“La presidenza della Repubblica è evidentemente sotto stress. Per qualcuno, Mattarella avrebbe dovuto forzare la mano. Penso che un atteggiamento meno paziente non sarebbe stato sbagliato: così il Quirinale rischia di uscire indebolito, con qualche crepa”.

Insomma, al possibile Governo Lega-M5s va data una chance?
“Pur non appassionandomi l’idea di un Esecutivo del genere, e rigettando l’idea di stare a guardare mangiando pop corn, credo che se sei italiani su dieci hanno votato quel tipo di forze è giusto che queste governino. Li vedremo all’opera, sperando che il peggio non si realizzi”.

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