L’Italia rivuole le opere d’arte trafugate dai nazisti dopo la Seconda guerra mondiale. Il Tribunale di Bologna ordina la confisca di otto tele finite a Belgrado su ordine di Göring

dalla Redazione
Cronaca

Otto quadri, dipinti da artisti come Tiziano, Tintoretto e Carpaccio, sottratti dai nazisti dopo la Seconda guerra mondiale per conto del gerarca Hermann Göring, dovranno essere confiscati in Jugoslavia su ordine del gup del Tribunale di Bologna, Gianluca Petragnani Gelosi. L’inchiesta della Procura di Bologna punta da tempo ad ottenere la restituzione delle opere d’arte. Un provvedimento che rischia di innescare un incidente diplomatico, visto che le autorità di Belgrado hanno già respinto le rogatorie dei magistrati italiani. Con molta probabilità il provvedimento del gup  Petragnani Gelosi, almeno per il momento, non potrà essere eseguito se non dopo un intervento della diplomazia.

L’inchiesta, nata del 2016, ha ricostruito, grazie alle indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale, che le opere dopo la guerra finirono al collecting point di Monaco, gestito dagli Alleati, ma da lì, anziché essere restituite ai legittimi proprietari, furono trasferite al Museo di Belgrado. In due sole occasioni, nel 2004 e nel 2005, alcune di queste, tra cui due pregiate tele di Tiziano e Tinoretto, furono esposte in Italia alla Pinacoteca di Bologna e poi a Bari nella mostra “Capolavori del museo di Belgrado”.

L’ipotesi avanzata dalla Procura del capoluogo emiliano, nell’ambito dell’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal pm Roberto Ceroni, è quella di ricettazione. Il gup, oltre a disporre la confisca delle opere, su richiesta della Procura ha assolto le tre esperte d’arte italiane indagate con l’accusa di impiego di beni di provenienza illecita. Nel 2004 avevano esposto a Bologna i quadri, dopo averli ricevuti in prestito e li avevano poi restituiti al museo di Belgrado.