La carta segreta di Renzi per lo Sviluppo: esce Guidi entra Marcegaglia? Il limite sono i suoi conflitti d’interesse

La carta segreta di Renzi per lo Sviluppo Economico: esce Guidi entra Marcegaglia. Anche se pesa l’incognita sui suoi conflitti d’interessi

Ha portato a casa un successo con la presidenza di Vincenzo Boccia a Confindustria. Dimostrando di avere il peso specifico nelle relazioni con gli imprenditori. E ora è la carta segreta, sognata da Matteo Renzi, per il ministero dello Sviluppo economico. Emma Marcegaglia, attuale presidente dell’Eni, sarebbe la preferita come sostituta di Federica Guidi. Perché, nel rispetto della parità di genere, in prima fila c’è una donna. Ed è difficile che possa esserci uno sbilanciamento in senso maschile, visto che il presidente del Consiglio ha sempre posto attenzione a questo aspetto. Così l’imprenditrice ha il profilo adatto per entrare nella squadra di governo. Il suo passato è una buona cartina di tornasole: a sinistra è stata apprezzata quando ha fustigato il potere negli anni del declino di Silvio Berlusconi. E ciononostante l’ex presidente del Consiglio l’ha sempre incensata. Fino a corteggiarla per la guida di una coalizione di centrodestra. Insomma, la nomina avrebbe anche la benedizione azzurra. Del resto Guidi era una ministra “in quota Forza Italia”, come si era detto nei giorno del giuramento. Marcegaglia sarebbe riconducibile al renzismo, pur vantando un curriculum per presentarsi da indipendente. Seppure con un macigno sulle spalle: le critiche sui possibili conflitti di interesse che porterebbe all’interno dell’esecutivo. In un clima incandescente, e a pochi giorni dal referendum del 17 aprile sulle trivelle, la presidente Eni allo Sviluppo scatenerebbe le opposizioni. Che già si stanno mobilitando per tentare la spallata.

CALCIO A SINISTRA
L’intenzione di Renzi sarebbe quella di inchiodare la maggioranza a una scelta impossibile da rifiutare. E un no alla Mercagaglia sarebbe difficile da opporre anche per il drappello del Partito democratico fedele a Pier Luigi Bersani. L’incognita resta però la volontà dell’ex numero uno di Confindustria: con Boccia avrebbe un ruolo importante, anche se solo dietro le quinte, a viale dell’Astronomia. E l’assunzione dell’incarico allo Sviluppo la lancerebbe nell’agone politico con tutti gli attacchi già pronti dai suoi detrattori.

BELLANOVA ALTERNATIVA
Nonostante gli impegni negli Stati Uniti, Renzi sta valutando come muoversi. Se il sogno-Marcegaglia non dovesse andare in porto, la pista pià accreditata porterebbe direttamente a Teresa Bellanova, 58 anni, attuale sottosegretario allo Sviluppo economico. Dopo una vita da dirigente della Cgil è entrata in Parlamento, eletta nelle liste dei Democratici di sinistra nel 2006. La sua carriera è stata incentrata sui diritti dei lavoratori. La promozione di Bellanova sarebbe il passaggio più indolore per il presidente del Consiglio. Anche perché in squadra entrerebbe una figura non troppo ingombrante, in linea con la strategia renziana nella nomina dei ministri. Ma di sicuro sarebbe una scelta meno forte rispetto a quella della Marcegaglia.