La casta alza le barricate. Ma la rivoluzione non si fermerà. Parla Aiello (M5S): “Il 2019 è l’anno dello stop ai privilegi. Pd e FI lottano per la conservazione della loro specie”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

“Lo abbiamo detto e lo stiamo facendo: il 2019 è l’anno del taglio delle mega pensioni dei sindacalisti, degli stipendi e del numero dei parlamentari”. Il deputato M5S, membro della commissione Affari costituzionali Davide Aiello lancia un messaggio chiaro alle opposizioni: “le riforme non si fermeranno”.

Forze politiche come Pd e Forza Italia non la pensano allo stesso modo. Come se lo spiega?
“Lei aveva dubbi che i politici di Pd e Forza Italia avrebbero alzato le barricate contro i nostri provvedimenti anti-casta? Ormai, lontani anni luce dalle esigenze dei cittadini, lottano per la ‘conservazione della specie’. L’unico appiglio che gli rimane è restare attaccati ai privilegi, alle poltrone e agli sprechi”.

E per quanto riguarda la Lega? Sul punto c’è convergenza con i colleghi di maggioranza?
“Quando abbiamo presentato il provvedimento alla stampa eravamo nella sala conferenze di Montecitorio e tra i relatori, assieme a Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Francesco D’Uva, c’erano anche i nostri colleghi della Lega. Da allora ad ora, nella sostanza non è cambiato nulla, se non la consapevolezza di dover fare al più presto per continuare a dare risposte concrete ai cittadini, spendendo le risorse risparmiate in nuovi servizi per loro”.

La riforma, ovviamente, porterà anche ad un notevole risparmio. Di quanto parliamo?
“Mezzo miliardo a legislatura, mica bruscolini! Aggiungo un altro dato: i portavoce del MoVimento, finora, hanno riconsegnato agli italiani circa 100 milioni di euro. Immaginate come si moltiplicherà questa somma con l’aggiunta di questo mezzo miliardo e con i tagli degli stipendi dei parlamentari, altra iniziativa attuale. E poi ci sono i soldi risparmiati con l’eliminazione dei vitalizi alla Camera, al Senato e, grazie alla Manovra, anche nelle Regioni”.

A proposito di Montecitorio: parallelamente alla Camera è in Aula la riforma sul referendum abrogativo e propositivo. Anche qui, però, nonostante le aperture della maggioranza, il Pd ora fa passi indietro. Normale dialettica parlamentare o secondo lei c’è dell’altro?
“Governo e maggioranza su questo tema hanno mostrato la massima apertura, in tutte le fasi dell’iter parlamentare finora svolto. Se il Pd vuole fare passi indietro all’ultimo momento non fa uno sgarbo al MoVimento, ma un danno alla partecipazione democratica di 60 milioni di italiani”.

Nel frattempo il Movimento ha restituito proprio oggi 2 milioni di euro (leggi articolo a pagina 6). Perché nessuno segue il vostro esempio?
“È una questione culturale, prima ancora che politica. Per i vecchi partiti è inconcepibile rinunciare ai propri privilegi da casta per venire incontro alle esigenze dei cittadini e alle emergenze del territorio. Lo status di ‘onorevole’ è diventato nel tempo quasi un titolo nobiliare (con annessi e connessi), e guai a chi glielo tocca!”.

Il percorso è lungo ma il Movimento mira ad avere un Parlamento ridotto, maggiore partecipazione dei cittadini con i referendum e stipendi parlamentari più bassi. Non le sembra fantascienza?
“Il taglio dei vitalizi era fantascienza, il reddito di cittadinanza era un sogno irrealizzabile e lo Spazzacorrotti frutto dell’immaginazione. Tutte cose fatte, invece. Per i detrattori, per chi non vuole il cambiamento, per chi non sta dalla parte dei cittadini, le cose che convengono a tutti e non a pochi saranno sempre impossibili. Ma noi abbiamo dimostrato il contrario”.