La crociata sinistra per toglierci il contante dalle tasche. Una battaglia sbagliata. Il possibile aiuto agli evasori fiscali è poca cosa rispetto ai maggiori consumi

di Monica Tagliapietra
Economia

Ormai è visto da tutti come il tallone d’Achille della Manovra, il punto più debole dove colpire per portare a casa qualche risultato da mostrare ai propri elettori. I malpancisti del Pd, Sel e il Movimento Cinque Stelle hanno deciso di concentrare il loro impatto su un punto solo, speranzo che questo ceda e apra così una crepa su tutto la finanziaria. Il bersaglio di schiama innalzamento all’utilizzo dei contanti e a favorirne il boicottaggio c’è anche l’opposizione del Centrodestra che è in disaccordo col Governo perché giudica trobbo basso il tetto di 3mila euro a cui elevare la possibilità di spesa in contanti dagli attuali mille. Sinistra e grillini invece voglioni lasciare a mille euro la soglia.

ITALIANI SORVEGLIATI
La motivazione di chi si oppone al provvedimento è seria e condivisibile. Usare più contante significa favorire chi evade il fisco. Una visione del Paese tipica di chi pretende di governarne ogni cosa, persino le intenzioni, relegando gli italiani al ruolo di sudditi costretti a rispettare la legge e non liberi di rispettarla. Il Governo, inoltre, pur avendo a disposizione studi tecnici che dimostrano come la attuale lentezza dell’economia nasca da una crisi che è anche monetaria, non è riuscito a spiegare bene i vantaggi dell’aumentio del contante circolante, troppo preoccupato di apparire accondiscendente con gli evasori fiscali. E l’attacco politico di chi sostiene che questa mossa serva a raccogliere consenso anche nel campo tradizionalmente del Centrodestra ha avutio il suo peso, perchè in parte c’è del vero. Dunque contro l’innalzamento dell’uso del contante è partita una crociata. Con un obiettivo chiaro: mandare in minoranza l’Esecutivo al Senato. E poi si vedrà. Come al solito però l’interesse vero del Paese – e cioé far ripartire con più decisione l’economia, non interessa a nessuno. E quindi tutti giù contro il collante, mossa che consente di raccogliere facili applausi ai talk show e mettersi la coccarda d’oro di chi contrasta l’evasione. Ovviamente nessuno dice che il maggiore contante con cui potrebbe essere possibile fare acquisti sarà a sua rimesso in circolo e favorirà quella ripresa dei consumi interni che è il vero nodo della crescita. Per contrastare l’evasione fiscale, inoltre, ci sono strumenti molto più sofisticati del far sparire il contante, misura che tra l’altro non ha impedito agli evasori di continuare a non pagare le tasse. Tra questi, la possibilità di incrociare le banche dati e verificare la congruità del tenore di vita di chi spende.

BANCHE FELICI
Per chi interpreta la politica come fine – e non come mezzo – quella del contante è diventata perciò una guerra di religione. L’obiettivo non è far stare meglio l’Italia ma far cadere in parlamento il Governo. Un traguardo che servirà quanto si vuole ai partiti e alle logiche di Palazzo, ma che con la ripresa del Paese non c’entra niente. Se poi a tutto questo si aggiunge la beffa delle banche, allora bisogna essere proprio in mala fede o accecati dalla battaglia politica per non capire che quello dell’evasione (che in parte inevitabilmente ci sarà) è un alibi con cui coprire altri interessi. A provarlo è la presa di posizione dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, che spinge per ridurre il contante e usare di più la moneta elettronica. Per arricchire gli istituti con commissioni folli.