La Fake news delle spese folli. Il Pd sbanda pure sulle auto blu. Le opposizioni contestano 2 gare per 8.280 automobili. Ma sono mezzi di servizio o blindati per i magistrati

di Antonio Acerbis
Politica

La giornata era partita con un attacco diretto ai Cinque stelle, rei di essere diventati pro-casta dall’anti-casta che erano. Al centro della polemica l’acquisto di 8.280 auto blu e grigie per 168 milioni di euro, come scriveva due giorni fa Il Messaggero. Ed è da questo articolo che è nata la polemica: subito i grandi giornaloni hanno ripreso il pezzo per accusare il Movimento di un tradimento dei loro principi fondanti. A ruota le opposizioni tutte.

“Era il Governo che voleva abbattere la casta e oggi, dopo un anno nei palazzi e sulle poltrone, decide di acquistare 8.280 auto nuove, grigie e blu metallizzato. Di queste solo il 18,1% verranno destinate alle forze dell’ordine. E l’81,9% alla casta“, denuncia Francesco Giro, senatore di Fi. “Il governo che doveva tagliare i privilegi acquista 9 mila autoblu, spendendo 168 milioni euro. Di Maio, invece di scusarsi, che fa? Evoca una gelida manina”, fa eco la vice presidente del Gruppo Pd, Simona Malpezzi.

Addirittura interviene il Codacons che annuncia esposti alla Corte dei Conti. Insomma, una giornata ad alta tensione che si è conclusa con un nulla di fatto perché, in realtà, quello dell’aumento dei costi per le auto blu è una bufala. A rispondere, infatti, non è stato solo Luigi Di Maio ma direttamente la Consip che ha chiarito una volta per tutte la ragione dei due bandi di gara di cui parla l’articolo de Il Messaggero.

E partiamo proprio da qui. L’infornata procederebbe da due gare Consip indette nei mesi scorsi e oramai chiuse, con importi da capogiro: il governo, accusa il giornale romano, sarebbe pronto a spendere 168 milioni di euro per acquistare 7900 auto grigie (120 milioni di spesa) e 380 auto blu (48,5 milioni). Il termine per le offerte è scaduto e nessuno ha detto niente. Il Governo in realtà nulla sapeva, tanto che Di Maio viene colto di sorpresa e prende una posizione netta sul “caso”: “Avvierò subito un’indagine interna ai ministeri per capire se questi bandi si stanno avviando in automatico, il nostro obiettivo è ridurre le auto blu”.

Ecco: non è vero nulla. O, meglio, le due gare sono vere ma rispondono ad aumatismi propri della pubblica amministrazione per cui, banalmente, una macchina vecchia necessariamente deve essere sostituita da una nuova. Ed è la stessa Consip a precisare. “Non è Consip ad acquistare o noleggiare ma sono le singole amministrazioni – in base ai loro fabbisogni – ad emettere gli ordini di acquisto verso i fornitori selezionati da Consip”. La gara di per sé non è un via libera generalizzato all’acquisto ma è un invito alle amministrazioni che intendessero rinnovare il parco mezzi ad avvalersi della fornitura oggetto della convenzione, che è figlia di una politica programmata degli acquisti.

Ed ecco che arriva la vera sostanza: le auto blu non ci sono. Nel caso della convenzione “noleggio autoveicoli ed. 14”, si tratta di “autovetture operative destinate ai servizi di base delle amministrazioni”. Consip fa l’esempio delle Asl e delle vetture di trasporto farmaci, la Polizia municipale con le vetture di servizio stradale. A maggior ragione per la seconda gara: nel caso della convenzione “acquisto auto protette ed. 3”, si tratta “di autovetture blindate destinate alla tutela di soggetti istituzionali nel caso di rischio di incolumità (es. magistratura sotto scorta)”. Infine un chiarimento sull’obiettivo delle gare e i risultati raggiunti: “Su tali tipologie di acquisto i risultati dell’azione Consip, valorizzando l’aggregazione della domanda, si misurano in riduzioni di prezzo per le amministrazioni tra il 40-60%”. Risparmi, dunque. Altro che sprechi.

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