La famiglia in vacanza, la giovane coppia che si sarebbe sposata, i quattro amici di Napoli, i lavoratori precari. Ecco chi sono le vittime del crollo

dalla Redazione
Cronaca

Una tragedia infinita. Che ha spezzato le vite di tanti giovani e meno giovani che mai si sarebbero aspettati di trovare la morte su quella strada. Così. All’improvviso. Negli ospedali di Genova, all’obitorio, nei punti di soccorso, per ore sono continuate ad arrivare decine e decine di parenti di persone che non si trovavano più, di gente che voleva sapere, sperare. C’erano gli psicologi ad accogliere tutti, a trovare le parole per dire che non c’erano più speranze o che quel marito, quella sorella, quel figlio, era nell’elenco dei dispersi.

Tra le vittime, c’è un’intera famiglia originaria di Campomorone, in provincia Genova: Ersilia e Roberto e il figlio Samuele, di 8 anni. Erano partiti per le ferie e li aspettava un traghetto per la Sardegna: tra le lamiere sono stati ritrovati il loro ombrellone e il pallone del bimbo. Il bimbo è stato fra i primi a essere ritrovato. Ma in quel viadotto è stata distrutta anche un’altra famiglia, originaria di Pinerolo: Andrea Vittone, 49 anni, la compagna Claudia Possetti, 48 anni, Manuele e Camilla Bellasio, di 16 e 12 anni, figli della donna. Anche loro stavano andando in vacanza per Ferragosto.

Ci sono poi i quattro amici di Torre del Greco, che stavano andando in vacanza in Spagna: dovevano partire in aereo ma poi avevano cambiato idea, optando per la macchina. Volevano trascorrere un po’ di giorni insieme, tra Nizza e Barcellona, ma non ci sono arrivati. Su Facebook i tanti messaggi in ricordo di Matteo Bentornati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione. L’auto che doveva condurli verso la vacanza è precipitata nel vuoto, e per loro non c’è stato scampo. Poco più che ventenni, l’ultima telefonata alle famiglie alle 11 di martedì: “Stiamo entrando a Genova”.

Bruno Casagrande e Mirko Vicini erano invece due operai dell’Amiu, l’azienda comunale dell’ambiente, e stavano lavorando a bordo di un furgoncino nell’isola ecologica proprio sotto il viadotto. Non hanno nemmeno fatto in tempo a capire che cosa stesse succedendo. Sono rimasti sepolti da massi enormi di asfalto, cemento armato, piloni. Stavano lavorando anche Alessandro Campora, 46 anni, operaio di una azienda privata, la Aster, e Gennaro Sarnataro, 43 anni, padre di due figli, autotrasportatore napoletano.

Ci sono poi anche due uomini di origini albanesi: Marius Djerri, appena 22 anni, il più giovane giocatore della rosa del Campi Corniglianese, che con il collega Edy Bokrina (anche lui di origine albanese) era sul furgone della EuroPulizia: dovevano effettuare alcuni lavori in una ditta di Rapallo. Erano in ritardo: minuti che gli sono stati fatali.

C’è poi il savonese Giorgio Donaggio: il suo corpo è stato ritrovato questa mattina all’interno dell’abitacolo della Volvo su cui stava viaggiando in direzione di Santa Margherita Ligure. 57 anni, residente a Toirano (Savona), era un “maestro d’ascia” (costruiva barche in legno) e il titolare della Donaggio Boat Service, attiva nel porto di Andora. Donaggio lascia la moglie Enrica e tre figli, Cristian, Matteo e Luca. Era anche un ex campione italiano di moto trial, come ricorda il suo amico Vittorio Brumotti, inviato di Striscia La Notizia: “È stato il mio mito fin da piccolo”. Elisa Bozzo, 34 anni, di Busalla, viaggiava invece sulla sua Opel nera. Sono stati gli amici a lanciare l’appello in Rete, di lei si erano perse le tracce. Poi, la tragica notizia.

Andrea Cerulli, 48 anni, era un calciatore amatoriale del Genoa Club Portuali Voltri e padre di un bambino. Sul sito del club il messaggio per lui, morto mentre andava al lavoro: “Il Genoa Club Portuali Voltri si stringe attorno alla famiglia di Andrea, nostro associato, nostro amico, nostro collega, vittima della tragedia di Ponte Morandi. Ciao Andre…”. E tra le vittime accertate anche il 35enne Luigi Matti Altadonna, dapprima indicato fra i dispersi, il suo corpo è stato poi trovato sotto le macerie del ponte crollato. A darne la notizia il sindaco di Borghetto Santo Spirito, cittadina di cui era originario Luigi, e in cui lo zio Luigi lavora alla Protezione Civile. Luigi, originario di Curinga, in provincia di Catanzaro, era sposato a padre di quattro figli. Stava andando al lavoro, a bordo di un furgone, insieme al collega Gianluca Ardini, 29 anni, che tra poco diventerà padre. Gianluca invece si è salvato.

Stella Boccia, 24 anni, di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, stava invece tornando da una vacanza assieme al fidanzato di origine domenicana, Carlos Jesus Truillo, 23 anni, cameriere: sono morti entrambi. Come loro, anche un’altra giovane coppia ha perso al vita: Marta Danisi, 29 anni, infermiera originaria di Sant’Agata di Militello, e il fidanzato toscano Alberto Fanfani, di 32 anni, originario di Firenze, che lavorava come anestesista all’ospedale Cisanello di Pisa. Erano in auto insieme, quando il viadotto è crollato. Si sarebbero dovuti sposare il prossimo anno. Juan Carlos Pastenes, 64 anni, stava viaggiando invece con la moglie: originario del Cile, da molti anni viveva in Italia ed era sposato con Nora Rivera. Ma le vittime di origine cilena sono tre: morto anche Juan Figueroa, 60 anni, da quaranta residente in Italia.

Ci sono, poi, i cittadini francesi rimasti uccisi: le prime tre vittime francesi identificate, riferiscono i media d’oltralpe, erano tre ragazzi partiti da Montpelier per imbarcarsi a Genova e trascorrere le vacanze in Sardegna: si tratta di Nathan Gusman, 20 anni, Melissa Artus, 22, e Nemati Alizè Plaze, 20.