La grande crisi dei Comuni italiani. Record di sindaci sfiduciati. Dal 2001 emanati 2.800 decreti di commissariamento. In sette casi su dieci, alla base ci sono motivi politici

di Antonio Pitoni
Politica

Solo quest’anno, da gennaio ad agosto, ne sono saltati 119. Andando avanti di questo passo, ad una media di 15 al mese, il 2018 si candida ad entrare nella storia italiana come uno degli anni con il più alto numero di amministrazioni comunali commissariate dal 2001 ad oggi. Ma non è tutto. Scorrendo i dati, si scopre pure che, mediamente, ogni dodici mesi 170 Comuni vengono sciolti dallo Stato, privando 2,6 milioni di italiani della propria rappresentanza negli enti locali di maggior prossimità. Quelli cioè più a diretto contatto con i cittadini. E, cosa ancor più sorprendente, in sette casi su dieci, i commissariamenti sono innescati da motivazioni politiche.

MUNICIPI ESPLOSIVI – Come rileva l’associazione Openpolis, infatti, “dal 2001 al 2017, su un totale di oltre 2.800 scioglimenti tracciati (da non confondere con il numero dei Comuni sciolti, ndr), quasi la metà (49%) è avvenuta per dimissioni in massa dei consiglieri comunali”. Non solo. In un caso su cinque, a determinare il commissariamento “sono state le dimissioni del sindaco”, mentre meno del 3% delle volte si è passati da “una mozione di sfiducia verso il primo cittadino”. Riassumendo, il 70% degli scioglimenti origina da una causa di matrice politica. “Nell’11% dei casi è il decesso del sindaco durante il mandato a portare allo scioglimento del Comune e a nuove elezioni”. Mentre solo i 7% dei commissariamenti è determinato da infiltrazioni mafiose o criminali nelle 7.954 amministrazioni municipali (dato aggiornato al 9 aprile 2018).

Anche se, nell’ultimo anno del Governo guidato da Paolo Gentiloni (con Marco Minniti ministro dell’Interno), si è registrata una crescita considerevole dei commissariamenti per mafia. Con un “aumento del 162,50% tra il 2016 e il 2017”, poi proseguito nei primi otto mesi del 2018, “con il passaggio di consegne al Governo Conte e la gestione Salvini”, sottolinea Openpolis in un report dell’ottobre scorso. E non finisce qui. “Da gennaio ad agosto di quest’anno i Comuni sciolti per mafia sono stati 19, terzo dato più alto dal 2001 ad oggi, dopo i 24 casi del 2012 e i 21 del 2017”. Non solo. Tra il 2011 e il 2017, ben 133 amministrazioni municipali sono state commissariate (per motivi diversi) più di una volta. Oltre il 70% si colloca geograficamente al Sud, dove il record, tutt’altro che lusinghiero, è detenuto dalla Campania, con il 27% dei Comuni commissariati.

QUESTIONE MERIDIONALE – Poi ci sono le amministrazioni che sono riuscite a totalizzare più di uno scioglimento. Tra i Comuni attualmente commissariati, undici sono stati sciolti almeno due volte a partire dal 2011. Un’analisi più approfondita di questo dato ha evidenziato una correlazione, in queste realtà locali, tra la frequenza degli scioglimenti e le forti difficoltà economica della popolazione residente. “Lo si può verificare misurando l’incidenza delle famiglie in potenziale disagio economico, stimata dall’Istat – sottolinea non a caso Openpolis. Infatti, se a livello nazionale l’1,3% delle famiglie versa in condizioni di difficoltà, nelle undici città pluricommissariate la percentuale sale più che raddoppiando. Si parte dal 2,8% registrato a Gioia del Colle (Bari) per arrivare a quote molto più alte: dal 5% di Platì (Reggio Calabria) al 12,8% di Caivazzano (Napoli). Insomma, nelle aree di svantaggiate del Paese, al disagio economico vissuto dalle famiglie si somma quello politico di amministrazioni comunali che stentano a stare in piedi. Togliendo ai cittadini rappresentanza politica.

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