La lobby Iai fa arrabbiare il Cane a sei zampe. L’Istituto organizza un incontro sulla Turchia, ma la sua direttrice è una consigliera del colosso Edison

di Stefano Sansonetti
Economia

Dalle parti dell’Eni parlano come minimo di un paradosso. Il fatto è che lo Iai, l’Istituto affari internazionali, ha avuto l’idea di lanciare per domani una conferenza dal titolo “La cooperazione tra Unione europea e Turchia nel Mediterraneo orientale”. Peccato che non più di qualche giorno fa la stessa Turchia di Erdogan abbia mostrato i muscoli (per usare un eufemismo) a una nave della Saipem che si stava dirigendo dalle parti di Cipro per ricerche petrolifere. La tensione è arrivata al punto che l’imbarcazione della Saipem, controllata da Eni e Cassa Depositi, alla fine è stata costretta al dietrofront.

Ma soprattutto, fanno notare alcuni osservatori, la conferenza di domani sarà introdotta dalla direttrice dello Iai, Nathalie Tocci, che però è anche consigliere di amministrazione del colosso energetico Edison (a controllo ormai francese), che certo è un concorrente del Cane a sei zampe. Il tutto mentre a rappresentare la Turchia, almeno secondo il programma, c’è solo un paio di professori universitari. Insomma, un’iniziativa un po’ strana, quella dello Iai. Che vive sì di contributi privati, ma anche di generose erogazioni da parte dal ministero degli Esteri. L’istituto, presieduto dall’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, ha un direttivo con dentro (tra gli altri) Carlo Calenda, Enrico Letta e Franco Frattini.

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