La Manovra non si tocca. Italia sotto attacco di terroristi finanziari. Parla Raduzzi (M5S): “Modelli economici di Bruxelles non sono aderenti alla realtà”

di Carmine Gazzanni
L'intervista
Raphael Raduzzi

Altro che “conti deteriorati” (copyright Commissione europea). Altro che “incertezza e rischio contagio” (copyright Fondo Monetario internazionale). Siamo in presenza dell’ennesimo “terrorismo finanziario per strozzare l’unica speranza di cambiamento”. A dirlo è chi conosce bene la Manovra approdata alle Camere, l’onorevole Raphael Raduzzi, che della legge di Bilancio è relatore di maggioranza.

È arrivata una nuova doccia fredda dall’Europa: le stime sulla crescita e sul deficit della Commissione Ue sono molto distanti dalle previsioni del Governo. Tertium non datur: qualcuno sbaglia. Chi?
“Di certo sappiamo chi ha sbagliato in passato. La Commissione europea ha sistematicamente sottostimato i cosiddetti moltiplicatori”.

Di cosa parliamo?
“I modelli economici di Bruxelles non sono all’altezza dei fatti. Lo dimostra non solo l’Italia ma anche la Grecia, che fu massacrata di austerità perché gli effetti recessivi dei tagli non furono considerati adeguatamente dalla Troika. I modelli utilizzati dal Governo italiano sono molto prudenti e a nostro avviso ben più realistici. Il +1,5% di crescita 2019 è il nostro obiettivo minimo”.

Intanto poco dopo pure l’Fmi è tornato a bastonarci, paventando un rischio contagio per altri Paesi europei. Insomma, questo Governo sarebbe “virale”.
“Di virale c’è solo il terrorismo finanziario di chi vuole mettere all’angolo questo Governo per strozzare l’unica speranza di cambiamento. I mercati non temono qualche decimale di deficit aggiuntivo, ma un conflitto politico con le istituzioni europee che qualcuno ha interesse ad alimentare. E non siamo certo noi. Inoltre le nostre banche escono dagli stress test molto meglio di quelle di altri Paesi che vorrebbero farci la morale”.

In questo quadro l’Italia sta giocando una partita fondamentale con la stessa Commissione europea. A questo punto la procedura d’infrazione sembrerebbe inevitabile.
Come annunciato dal ministro dell’Economia e da quello per gli Affari Europei il Governo confermerà il 2,4% di deficit”.

E se l’Unione europea dovesse reagire?
“Se Bruxelles dovesse reagire ad una Manovra che tiene i conti in ordine e rilancia gli investimenti, si prenderà le responsabilità politiche di quello che accadrà. Non possiamo portare avanti le stesse identiche politiche economiche di chi è stato mandato a casa dagli elettori italiani”.

Conte e Tria continuano a ripetere che spiegheranno a Bruxelles gli obiettivi della Manovra, ma in caso di bocciatura come vi regolerete?
“Non è mio compito dirlo, perché sono un parlamentare e non un esponente del Governo. Però, ripeto: i mercati non temono una Manovra che punta sulla crescita, ma una rottura dell’eurozona che il governo italiano non ha nessuna intenzione di provocare. La legge di Bilancio serve a rilanciare l’Italia e l’Europa, non vedo perché dovremmo cambiarla”.

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