La rete idrica era un colabrodo. Acea accelera investimenti e manutenzioni, con due miliardi di opere solo su Roma nei prossimi cinque anni

dalla Redazione
Economia

Due miliardi in cinque anni per modernizzare Roma come non si faceva più da tantissimo tempo. Un punto di svolta che passa dall’avanzamento del piano industriale di Acea, la multi utility di energia e acqua che sta investendo in totale controtendenza con il contesto economico “prudente” della Capitale, per non parlare del sostanziale immobilismo del comparto edile, tradizionale volano della ricchezza romana.

A fare il punto è stato oggi l’amministratore delegato della società, Stefano Donnarumma, in un’intervista al quotidiano Il Tempo. Un quadro con molte luci, ma anche qualche ombra, come nel caso della crisi idrica a Roma, superata nella fase acuta ma non del tutto finita. Di qui la corsa a controllare e riparare 5400 km tubi prima della prossima estate, per ridurre le dispersioni e rendere la distribuzione più efficiente. Con una novità: il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, che dovrebbe mettere al sicuro l’approvvigionamento per i prossimi cento anni.

Tra le priorità del piano, anche la totale copertura della Capitale con luci a led. Su un totale di circa 200 mila lampade, sono circa 185 mila quelle interessate dal cambio con la nuova tecnologia e poi la stesura del cavo di fibra in corso insieme a open Fiber, con un ulteriore spesa di 375 milioni sul territorio, di cui 25 messi da Acea. Piano, quest’ultimo, su cui si sta letteralmente correndo, tanto che nelle prossime settimane ci saranno le prime cablature.

Da tutto questo Donnarumma si aspetta una spinta poderosa al Pil del territorio e all’occupazione.