La ricetta di Salvini per fermare la violenza negli stadi. “Chiuderli è una risposta sbagliata. Convocherò al Viminale i capi di tifoserie e società di A e B”

dalla Redazione
Politica
MATTEO SALVINI

“Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, milioni di persone che hanno diritto a seguire la propria squadra e che non vanno confuse con pochi delinquenti che girano con il coltello in tasca. E’ una risposta sbagliata”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in merito alla vicenda di Daniele Belardinelli, il tifoso dell’Inter morto, investito da un suv, il 26 dicembre scorso a Milano, prima della partita con il Napoli.

“A inizio anno convocherò al Viminale i responsabili di tifoserie e società di Serie A e B – ha aggiunto il vicepremier -, affinché gli stadi e i dintorni tornino a essere un luogo di divertimento e non di violenza”. Ieri durante la sua visita a Catania Salvini ha incontrato anche Marisa Grassi, la vedova dell’ispettore Filippo Raciti, una vittima del dovere, morto nel 2007 nel corso di scontri tra poliziotti e tifosi. “Ci incontreremo di nuovo – ha spiegato il ministro dell’Interno -, anche per discutere di sicurezza dentro e fuori gli stadi”.