La Sinistra dalla poltrona al divano. Il video degli ex renziani Giachetti e Ascani comunica tutta la stanchezza di una classe dirigente seduta

di Gaetano Pedullà
Editoriale

Quando Forattini disegnò Berlinguer in poltrona, con pantofole e tazza di the in mano, borghesemente infastidito dall’imponente protesta operaia del ’77, non poteva immaginare che quarant’anni dopo la Sinistra si sarebbe spostata sul divano. Con un video che comunica tutta la stanchezza di una classe dirigente seduta, ieri gli ex renziani Roberto Giachetti e Anna Ascani si sono aggiunti all’elenco dei candidati alla segreteria del Pd, sigla che sta a pennello per Poltrone e divani.

D’altra parte, se guardiamo ai flussi elettorali delle ultime politiche, a marzo scorso, il partito erede del Pci si è preso le sue poche soddisfazione giusto nei quartieri salotto delle grandi città, dove la sinistra-champagne si prodiga nell’elogio dell’accoglienza ben protetta dietro muri dove però non passa lo straniero. Comunque finisca questa tragicomica conta tra i dem, è chiaro che una stagione politica è arrivata al capolinea.

Le ragioni di tutto questo sono molteplici, e l’inadeguatezza degli ultimi leader ha di certo un ruolo pesante. Ma in un’epoca in cui la rappresentanza è stata largamente disintermediata dai social network e una globalizzazione non gestita ci ha lasciato a pancia vuota, gli ultimi partiti sedicenti ideologici sono rimasti senza idee ed elettori.

Questi ultimi infatti si sono rifugiati in grandi flussi post ideologici, prendendo quel che offriva il proprio convento: in Italia il Movimento Cinque Stelle, in Francia i gilet gialli, in Olanda i nuovi ambientalisti, negli Usa il trumpismo (che prima di schiantare i Democrat ha dovuto fare lo stesso con i Repubblicani), per non parlare dei partiti separatisti, ufficialmente distanti da idee di destra e sinistra che non sembrano più interessare a nessuno. Naturale che il Pd si sia scelto un divano, ideale per farsi un altro sonnellino.