La Spagna respinge 116 migranti entrati a Ceuta. Il governo socialista va avanti con la linea dura. E Salvini coglie l’occasione al volo: “Se lo propongo io sono razzista, fascista e disumano”

dalla Redazione
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Linea dura del governo spagnolo sull’immigrazione. Un gruppo di 116 migranti è stato bloccato e rispedito in Marocco dopo aver fatto irruzione nell’enclave spagnola di Ceuta, un territorio chiave, che si trova sulla costa marocchina, e diventato meta di quei migranti che provano a superare il confine per poter poi entrare nel territorio dell’Unione Europea. Due giorni fa avevano provato in 300 ad entrare a Ceuta, ma solo i 116 erano riusciti a superare la barriera di filo spinato alta sette metri che divide l’Europa dall’Africa. Tra Spagna e Marocco esiste, però, un accordo bilaterale firmato nel 1992 per i rimpatri.

I migranti erano riusciti a varcare il confine dopo essersi arrampicati sulla rete e aver aggredito i poliziotti di guardia con acido, escrementi e calce viva. Si tratta del secondo assalto di un certo rilievo soltanto nell’ultimo mese. Basti pensare che lo scorso 26 luglio, dopo violenti scontri con la polizia, sono riusciti in 602 a sfondare la barriera nello stesso punto.

Sulla vicenda è arrivato anche il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Dopo aver superato il confine spagnolo a Ceuta e aggredito gli agenti di pattuglia, questi signori sono stati rimandati in Marocco grazie ad un accordo internazionale di vent’anni fa. Se lo fa la Spagna va bene, ma se lo propongo io allora sono razzista, fascista e disumano”.