La speranza per curare la Sclerosi multipla arriva dalle staminali. Il trapianto di cellule può bloccare la malattia. Un trial internazionale ha dato risultati miracolosi

di Francesco Giugni
Salute

Potrebbe arrivare dal trapianto di staminali la soluzione contro la sclerosi multipla. Il risultato di un trial internazionale, condotto da un’equipe di ricercatori presso gli ospedali di Chicago, Sheffield, Uppsala e Sao Paulo, mostra infatti che l’intervento è in grado di bloccare la malattia e alleviarne i sintomi. Finora nessuna cura aveva dato risultati così positivi. Le  staminali ematopoietiche sono le cellule progenitrici che danno origine a tutte le cellule del sangue, ecco perché hanno più potenzialità. Nello studio, i cui dati sono stati rivelati nel corso del meeting annuale dell’European Society for Bone and Marrow Transplantation che si è tenuto a Lisbona, il sistema immunitario dei pazienti è stato ripulito con la chemio e poi si è proceduto al trapianto di staminali ematopoietiche prelevate dagli stessi malati.

Le differenze – La terapia sperimentata nel nuovo studio si divide in due fasi: per prima cosa, il team di ricercatori si è servito della chemioterapia per distruggere il sistema immunitario anomalo di circa 100 pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante remittente, una forma caratterizzata da episodi acuti di malattia alternati a remissioni. Successivamente i pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: una metà è stata sottoposta alle normali terapie farmacologiche, mentre l’altra al trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Dopo un anno dall’intervento, i ricercatori hanno osservato che nel gruppo sottoposto al trapianto di staminali c’era stata solamente una ricaduta, rispetto alle 39 del gruppo sottoposto ai farmaci. Dopo un follow-up di 3 anni, i ricercatori hanno osservato che il trapianto era fallito in 3 pazienti su 52 (il 6per cento), contro 30 su 50 (il 60 per cento) del gruppo trattato con la terapia farmacologica.

Limiti e aggressività – “I nostri risultati sono incredibilmente a favore del trapianto e contro i migliori farmaci disponibili oggi, ha spiegato l’autore dello studio, Richard Burt della Northwestern University di Chicago, la comunità di esperti è stata scettica su questo trattamento, ma questi risultati cambieranno le cose”. Tuttavia, precisano i ricercatori, il trapianto, nonostante sia il miglior risultato di sempre su questa patologia, non è adatto a tutti i pazienti con sclerosi multipla, in quanto il processo potrebbe essere estenuante, con la chemioterapia e alcune settimane in isolamento in ospedale. Quindi una terapia tanto aggressiva ha un senso se fatta al momento giusto e la scelta va misurata con attenzione. Sicuramente è un trattamento difficile da sopportare, quindi il paziente non può essere troppo debilitato.

Terapie standard – Questo terapia, molto forte, che ha un tasso di mortalità del due per cento è indicato perciò per quei pazienti che hanno una forma particolarmente aggressiva di sclerosi multipla e non rispondono alle normali terapie farmacologiche. E che quindi non hanno alternativa. La sclerosi multipla è una patologia autoimmune, caratterizzata cioè da un difetto del sistema immunitario che attacca e distrugge progressivamente le fibre nervose. Le terapie standard consistono quindi in immunosoppressori per tenere a bada il sistema immunitario impazzito del paziente. Ma non tutti rispondono all’immunosoppressione, proprio come nel caso dei 24 pazienti della sperimentazione, tutti con progosi senza speranza.