La storia di Sully, il Labrador rimasto accanto a Bush senior fino alla fine. Un gesto di amore e amicizia che in pochi istanti ha fatto il giro del mondo

di Davide Manlio Ruffolo
Mondo

Accovacciato ai piedi del feretro del suo padrone, George H.W. Bush, in un gesto d’amore estremo e rimasto impresso in uno scatto che ha già fatto il giro del web. È la storia di Sully, un fantastico esemplare di labrador retriver che ha accompagnato l’ultimo periodo di vita dell’ex presidente degli Stati Uniti, ma poteva essere quella di tanti suoi simili.

Prima Argo il cane di Ulisse che ne attese il ritorno prima di spirare di vecchiaia, poi Hachiko che per quasi 10 anni ha continuato ad andare nell’ultimo luogo in cui ha visto il proprio padrone in vita e, ancora, Billy, il cane che ogni giorno andava a trovare il padrone al cimitero di Vietri sul mare. Tutti esempi di un rapporto che lega due specie così diverse, quella umana a quella canina, ben oltre quanto accade tra simili. E non parliamo neanche di casi rari perché ognuno di noi ha conosciuto storie toccanti, magari del quattro zampe di un parente o di un vicino di casa, capaci di suscitarci emozioni inspiegabili.

Del resto la storia d’amicizia tra cane e uomo si perde nella notte dei tempi e le innumerevoli conseguenze di questo rapporto sono, oggi più che mai, sotto i nostri occhi. Ci regalano gioie, capiscono magicamente il nostro stato d’animo e riescono ad aiutarci nei momenti di profonda crisi anche solo standoci a fianco e guardandoci dritti negli occhi. Possono svolgere un’infinità di compiti tanto da essere impiegati dai non vedenti, dalle forze dell’ordine e dai vigili del fuoco, perché riescono a fare ciò che noi non saremmo in grado di fare. Insomma, sono sempre al nostro fianco, pronti a tutto e senza chiedere nulla in cambio se non qualche coccola e del cibo.

Un qualcosa che non possiamo far altro che chiamare amore e che questi splendidi animali continuano a dare anche nel caso in cui il loro padrone non ci sia più. Tutte ragioni che spiegano come oggi, in un mondo sempre più improntato sull’individualismo e dove la socialità è ridotta ai minimi termini, in cui l’opportunismo tra simili rende difficile perfino la creazione di rapporti di amicizia, i quattro zampe siano ormai comunemente considerati, almeno da chi li possiede, come parti integranti della famiglia.

Eppure a rovinare la magia del rapporto tra l’uomo e il suo più fedele amico, sono arrivati gli studi scientifici degli ultimi anni. Da questi emerge che la grande intelligenza che riconosciamo quotidianamente ai nostri amati quattro zampe in realtà sarebbe tutt’altro che dimostrata dagli studi. Anzi questa spesso risulta inferiore a quella di altri mammiferi. Per non parlare della spiegazione scientifica circa cosa spinga un cane ad amare il proprio padrone e viceversa. Non la socialità tipica delle due specie oppure il riconoscersi come parte di un branco ma la ben più terrena ed impercettibile capacità di stimolare, attraverso lo sguardo, la produzione dell’ormone dell’ossitocina responsabile proprio dell’empatia e dell’attaccamento sociale. Ma in fin dei conti cosa importa se sia la biologia a creare il legame o se questo nasca dal profondo del nostro e del loro cuore, quel che conta è che in ogni situazione e istante, abbiamo sempre un amico fidato su cui contare.

“Mission complete”, ha scritto il portavoce di Bush senior, Jim McGrath, twittando la commovente immagine che in pochi istanti ha fatto il giro del mondo. Il nome Sully era stato dato al labrador in onore del pilota Chesley Burnett Sullenberger, anche noto come “Sully” Sullenberger, che nel 2009 era riuscito a compiere un atterraggio sul fiume Hudson salvando la vita di 155 persone. Il cucciolo era stato assegnato all’inizio del 2017 come cane da servizio all’ex presidente Bush. Sully accompagnerà il feretro del 41mo presidente americano anche sull’Air Force One fino in Texas poi sarà impiegato nelle terapie di assistenza per i reduci di guerra.