La tragedia si è trasformata in farsa. Parisi candidato del Centrodestra nel Lazio: così Berlusconi, Salvini e Meloni vogliono scomparire dalla Regione

dalla Redazione
Politica

Pareva una tragedia, è finita in una farsa. Pur di non appoggiare Sergio Pirozzi, provando il prossimo 4 marzo a giocarsi la partita contro Nicola Zingaretti (Pd) e Roberta Lombardi (M5s), il trio Berlusconi-Salvini-Meloni ha scelto di andare dritto verso la débâcle candidando alla presidenza della Regione Lazio Stefano Parisi, già sconfitto due anni da Giuseppe Sala (Pd) a Milano.

L’annuncio ufficiale è arrivato stamattina con un post su Facebook dell’interessato. “Oggi – ha scritto il leader di Energie per l’Italia (EPI) – ho ricevuto l’invito dai leader del Centrodestra a candidarmi come Governatore della Regione Lazio. È una scelta difficile perché tanti di voi hanno lavorato per costruire le liste e la nostra presenza alle elezioni per Camera e Senato, divenuta ora incompatibile con la mia candidatura alla guida della coalizione nella Regione della Capitale. Abbiamo tuttavia deciso di accettare perché siamo un partito nuovo, costruito in solo un anno di lavoro e dobbiamo innanzitutto consolidare la nostra presenza in tutta Italia, nelle comunità, nei territori. Una sfida al di fuori dalla coalizione avrebbe proposto gli evidenti rischi connessi alla poca visibilità mediatica nel breve periodo della campagna elettorale”.

“Una decisione incomprensibile”, dicono a caldo dentro al Centrodestra, ricordando non solo il fallito tentativo di Parisi di diventare il nuovo delfino del Cav, ma pure le stilettate che l’ex Mr. Fastweb ha lanciato nei confronti di Forza Italia, che “a livello locale” – disse un anno fa a Roma davanti ai sostenitori del suo movimento – ha “l’encefalogramma piatto”.

Tout est pardonné, a quanto pare. Ma non proprio per tutti. In risposta al citato post del neo candidato governatore, c’è pure qualcuno che non gliele ha mandate a dire. “Ritengo sia scivolato nel ridicolo”, scrive Emilio I. “Uno che pareva votabile, che scambia un progetto di lungo periodo per una (ipotesi di) poltrona. Ciao ciao anche a te”, gli fa eco Luca M. “Il signor Parisi – rivela Tommaso S. – accettando di candidarsi a governatore della regione Lazio ha perso la stima che avevo nei suoi confronti”. “Quindi siamo su scherzi a parte?”, si domanda Danilo V. Pare proprio di sì.

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