La trombata di Silvio fa godere i giudici da anni. Nuova richiesta di processo per il Cav. Mentre il mondo trema per l’Isis in Procura a Milano resta un solo chiodo fisso

di Massimo Cultrera
Cronaca

l caso Ruby continua a essere una spina nel fianco per Silvio Berlusconi. Ieri i pm milanesi Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ex presidente del Consiglio per il filone Ruby ter. All’ex Cavaliere viene contestato il reato di corruzione giudiziaria per aver pagato, dicono le accuse, circa dieci milioni di euro ad alcune ospiti delle serate del Bunga bunga per dire il falso al processo Ruby, in cui Berlusconi era stato assolto. Insieme a Berlusconi, la procura di Milano ha chiesto il processo per altri trenta indagati, compresa Ruby. Le accuse parlano, a vario titolo, di corruzione giudiziaria e falsa testimonianza. Nel fascicolo ‘ter’, Berlusconi, Ruby, 21 ragazze ospiti delle serate ad Arcore e altri, tra cui l’avvocato Luca Giuliante, ex legale della marocchina, rispondono di corruzione in atti giudiziari. L’altra accusa al centro dell’inchiesta è quella di falsa testimonianza, mentre l’ex compagno di Ruby, Luca Risso, è accusato di riciclaggio. La richiesta di processo è stata avanzata anche per la senatrice Maria Rosaria Rossi, accusata di falsa testimonianza, e il cantante e amico storico di Silvio Berlusconi, Michele Apicella, che risponde di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. Secondo le indagini, fatte di intercettazioni, documenti acquisiti, messaggi WhatsApp e anche video, Berlusconi dal 2011 in poi avrebbe comprato il silenzio o la reticenza delle ‘olgettine’, prima ospiti delle serate e poi testimoni nei due processi sul caso Ruby, versando loro una cifra totale di quasi 10 milioni di euro, tra cui sette milioni finiti alla stessa Ruby.