La versione di Mino. Raiola la spara grossa: Donnarumma via dal Milan per le minacce e non i soldi

dalla Redazione
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Milan Supercoppa Donnarumma

Gigio Donnarumma ha scelto di andare via dal Milan per le “minacce”. Il procuratore Mino Raiola ha difeso così il portiere finito nella bufera dopo l’annuncio di non voler rinnovare il contratto con la società rossonera. “Una situazione troppo ostile e violenta che si era creata e da cui non si poteva più uscire”, ha detto Raiola, cercando di alleggerire le responsabilità sull’estremo difensore, impegnato peraltro nell’Europeo Under 21 in cui ha già subito una contestazione.

“È stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo nei suoi confronti”, ha dichiarato Raiola. “Non è mai stata – ha aggiunto – una questione economica se due parti vogliono trovare una soluzione la soluzione si trova. Visto che loro erano in giro con il budget di un top player e il top player ce l’hanno in casa, io sicuramente avrei trovato un modo per soddisfare le parti, ma non siamo mai entrati in quei discorsi”. La versione del procuratore è destinata a inasprire il clima: “Gigio era disposto a rinnovare con il Milan, la sua idea era quella. Anche per questo ho detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero”.

Quindi ha concluso: “Se volevo conoscere il progetto del Milan in modo più graduale? Sì, ma comunque avevo già garantito alla società che non saremmo partiti a parametro zero, l’ho sempre detto e pensavo fosse sufficiente almeno per mettere tranquilla la parte patrimoniale della cosa, ma non è stato capito. Non era una questione di rubarsi il giocatore, ma forse ho sbagliato io, non sono stato molto convincente, non lo so. È stato gestito tutto male secondo me”.

Sul futuro di Donnarumma, infine, Raiola, ha specificato, evocando il rischio mobbing: “Se sarà giudicato per le sue qualità di sicuro non perderà l’anno, se invece ci sono altre situazioni che costringono l’allenatore a prendere certe decisioni allora forse lo perderà. Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare un anno in tribuna”.