L’acquisto della rete Fs apre un buco. E Terna si fa prestare 800 milioni da nove banche, quasi tutte estere. Spunta anche un istituto cinese

dalla Redazione
Economia

di Stefano Sansonetti

Un prestito davvero elettrico, non c’è che dire. Del resto avere un’adeguata liquidità, e una conseguente pagella di merito da parte delle agenzie di rating, è troppo importante. Così Terna, la società a partecipazione pubblica che gestisce la rete nazionale di trasmissione dell’energia elettrica, proprio alla vigilia di Natale ha deciso di contrarre un bel debito da 800 milioni di euro. A fornire la somma sarà un pool di nove banche, quasi tutte estere.

IL DETTAGLIO
Certo è che la cifra, 800 milioni, si avvicina tremendamente a quella che la stessa Terna, guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante, è stata un po’ costretta a sborsare per acquistare 7.510 chilometri di elettrodotti da Ferrovie dello Stato. Il tutto per consentire alle Fs, secondo un piano non proprio riuscitissimo elaborato dal Governo di Matteo Renzi nella legge di Stabilità per il 2015, di incassare soldi molto utili in vista della privatizzazione. Sul prezzo finale, come La Notizia ha spiegato in questi mesi, si è molto discusso. Fs sperava di cedere la propria rete ad almeno un miliardo. Terna, quotata in Borsa, all’inizio ha fatto informalmente presente che l’asset non valeva più di 500 milioni. Alla fine ci si è trovati a metà strada con 757 milioni. Poco dopo il perfezionamento dell’accordo tra le due società, però, ecco arrivare il maxiprestito da 800 milioni appena chiesto da Terna. La linea di credito sarà messa a disposizione da Banca Imi, Banco Bilbao, Bnp Paribas, Ing Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale, Ubi Banca, Unicredit e Icbc (Europe). E qui emergono alcune curiosità.

COINCIDENZE
La Icbc, per esempio, è uno dei principali istituti bancari cinesi. E proprio dalla Cina viene State Grid, il gruppo che detiene il 35% di Cdp Reti, la controllata di Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta detiene il 29,85% della stessa Terna. Tra le banche finanziatrici c’è anche la francese Société Générale, che da inizio 2015 è presieduta da Lorenzo Bini Smaghi. Il quale è anche presidente di Snam, l’altra controllata di Cassa Depositi sempre tramite Cdp Reti (che detiene il 28,98% nella società che gestisce la rete di trasporto del gas). Detto questo, il finanziamento da 800 milioni è in qualche modo collegato con l’esborso di 757 milioni per l’acquisto della rete Fs? Sul punto Terna esclude collegamenti, spiegando che “la facility è stata sottoscritta per motivi di ottimizzazione della tesoreria e per rispettare i requisiti dettati dalle agenzie di rating per il mantenimento dell’attuale livello di rating”.

Twitter: @SSansonetti