Lampedusa punta sull’energia pulita con il Gpl. E per il futuro si studia una rete per una distribuzione sempre più capillare

di Stefania Bianchi
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Da fine 2016 sull’isola di Lampedusa è approdato il Gpl sfuso per uso domestico, ma anche commerciale e industriale. Per i lampedusani, quindi, la possibilità di usufruire di un servizio con annessi risparmi, viste le difficoltà di approvvigionamento energetico, rispettando allo stesso tempo l’ambiente, dal momento che  ora si può optare per l’impiego di una fonte energetica pulita. Proprio di questo si è parlato ieri sull’isola nel corso dell’iniziativa “Benvenuto Gpl” alla quale hanno preso parte sia la sindaca Giusy Nicolini sia l’amministratore delegato di Liquigas, Andrea Arzà. Il Gpl sfuso è stoccato in serbatoi istallati appunto dalla società Liquigas presso ogni cliente e in base alle singole necessità. Insomma, una possibilità di scelta in più offerta ai cittadini. Si tratta di 4 mila utenti, le cui esigenze energetiche vengono soddisfatte da una sola centrale elettrica con una produzione annua  di  circa 30 milioni di Kwh che comporta alti consumi di gasolio. “Con questo nuovo servizio vogliamo fornire a Lampedusa un contributo concreto nel segno del rispetto dell’ambiente e della valorizzazione del territorio”, ha spiegato Arzà. Non senza anticipare  il progetto allo studio “per la realizzazione di una rete canalizzata per il servizio di distribuzione Gpl nel Comune di Lampedusa e Linosa”. Da parte sua, la sindaca si è detta favorevole a tutte “le iniziative che permettano all’ isola di contare su soluzioni energetiche in grado coniugare crescita economica per le imprese e rispetto delle ricchezze del nostro territorio”.