Lavori gratis o niente appalti. Così l’estorsione andava in buca. A processo l’ex amministratore della Sda Express Courier. Costrinse la ditta partner a restaurargli 7 case

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Ristrutturare la propria casa è un incubo per molti cittadini. Non per Valter Catoni, l’ex ad di Sda Express Courier Spa, che faceva eseguire i lavori nelle proprie abitazioni alla Sonoko Group, la multi servizi specializzata nel settore e da tempo in affari con il corriere, in cambio del rinnovo dei contratti di collaborazione tra le due aziende. Questa almeno la ricostruzione della Procura di Roma che, dopo una lunga indagine, sta costando un processo penale per l’ex dirigente, accusato di estorsione. Una lunga storia collega la ditta di Catoni, ad dal 1987 al 2014, con quella della vittima Salvatore Antonio Leone. La Sonoko, come ricostruito dal pubblico ministero Gianluca Mazzei, sin dai primi anni ottanta era professionalmente legata ad una delle aziende che fondendosi avevano dato vita al Gruppo Sda, quest’ultimo del tutto estraneo alla vicenda. Proprio a seguito dell’unione, la parte offesa entrava in contatto con l’imputato e da qui iniziava un sogno presto trasformatosi in incubo per l’imprenditore. I servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti delle sedi Sda di tutta Italia, isole comprese, venivano affidati alla Sonoko senza bando di gara e con contratti annuali. Una grande mole di lavoro che finiva per assorbire sempre più risorse della piccola multi servizi, ormai costretta a rinunciare a tutti gli altri clienti. A preoccupare, però, la brevissima durata del contratto che costringeva l’azienda della vittima ad una costante e persistente precarietà che finiva per gravare tanto sui vertici quanto sui dipendenti. Rinunciare però alle richieste di Catoni, temendo eventuali rappresaglie, era impossibile. Del resto le sue richieste iniziali sembravano di poco conto ed occasionali anche se esterne ai contratti tra le aziende. Piccoli interventi di manutenzione nelle sue varie abitazioni chiesti in sordina e quasi a titolo di favore, proprio come si fa con gli amici.

Troppi restauri – Peccato che con il tempo le richieste si facevano sempre più pressanti e frequenti con l’aggravante che l’argomento sul costo dei lavori era tabù. Anzi, come racconta la vittima, quando aveva portato una fattura di poche migliaia di euro all’indagato questo gli avrebbe risposto: “io non pago! Ma con quale coraggio!! Che siano immediatamente disdetti tutti i contratti con Leone. Affidiamo ad altra ditta i lavori di manutenzione Sda”. Inevitabile per il titolare della Sonoko abbassare la testa alle pressioni, finendo per rinunciare sia al prezzo relativo ai lavori eseguiti dai propri dipendenti che continuare ad accontentare tutte le richieste dell’allora ad di Sda. Così nel mirino del pm finivano le ristrutturazioni di alcuni immobili di proprietà dell’indagato, della madre e dei figli. Lavori non pagati per un valore complessivo superiore ai 400 mila euro. Una lunga lista di abitazioni tra cui 3 appartamenti di pregio all’Eur, uno in via Domenico Svampa, due ville a Tarquinia e una lussuosa casa a Venezia.