Più lavoratori e disoccupati: l’Istat fa felici Governo e gufi. Gli assunti sono 23 milioni, come nel 2008. Ma l’esercito di chi insegue un posto è all’11,3%

di Carola Olmi
Economia

Mai tanti occupati e mai tante persone in cerca di lavoro. Gli ultimi dati dell’Istat ognuno se li può leggere come vuole. Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sono la prova che il Jobs Act funziona e la ripresa è visibile. Per chi non crede al Governo e magari ha conoscenza di tanti giovani che cercano ovunque ma non trovano mai un posto allora vale la seconda parte dei numeri comunicati dal nostro Istituto di statistica. Numeri secondo cui a luglio scorso gli occupati sono cresciuti dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila) e dell’1,3% rispetto a luglio 2016, con un aumento di 294 mila unità. “Il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nell’ottobre 2008, prima dell’inizio della lunga crisi” (quando ad avere un lavoro erano 23,081 milioni), dice l’istat. Questa soglia in realtà era stata già oltrepassata a giugno scorso, a seguito della revisione dei dati provvisori. Decimali in più o in meno, oggi dunque ci attestiamo a un tasso di occupazione del 58%. Parallelamente però sale anche il tasso di disoccupazione, arrivato sempre a luglio scorso all’11,3%. Qui l’Istat segnala un aumento di 0,2 punti percentuali da giugno. Anche il tasso di disoccupazione giovanile aumenta a luglio e si attesta al 35,5%, in crescita di 0,3 punti da giugno.

Il rebus dei dati – Ma come è possibile che ci siano più occupati e anche più disoccupati? La spiegazione fornita dall’Istat è che il tasso di disoccupazione si accompagna a una crescita dell’occupazione grazie all’aumento delle persone attive nel mercato. Tocca infatti il minimo storico il tasso degli inattivi, che scende al 34,4% (-0,3%), il livello più basso dal 2004. Se torniamo sui dati e li analizziamo più a fondo, ecco che a crescere si vedono soprattutto gli occupati over 50, anche grazie all’aumento dell’età per l’accesso alla pensione, mentre l’aumento della disoccupazione nell’ultimo mese coinvolge esclusivamente le donne (+4,6%) a fronte di una stabilità tra gli uomini. Il tasso di disoccupazione maschile si attesta al 10,3% (-0,1 punti percentuali), mentre quello femminile sale al 12,8% (+0,5 punti).

Le reazioni – Con questi numeri ovviamente il Governo e il Pd hanno voluto vedere il bicchiere più pieno che vuoto. “Gli italiani occupati superano 23 milioni, un record. Ancora molto da fare contro disoccupazione ma effetti positivi da #jobsact e ripresa”, ha scritto su Twitter Gentiloni. Altrettanto soddisfatto il segretario del Pd ed ex premier Matteo Renzi. “C’è la ripresa, lo dicono tutti i dati, dal Pil all’occupazione, alla fiducia. Quindi si sta consolidando un quadro di ripresa che da ciclica deve diventare strutturale e il Governo continua a lavorare in questo senso”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in una intervista alla Rai. Ottimista ma senza picchi (francamente fuori posto) di entusiasmo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’Italia è composta da tanti versanti e sono tutti confortanti, speriamo”, ha detto il Capo dello Stato.