Zingaretti confermato alla guida della Regione Lazio. Parisi staccato di quattro punti accusa Pirozzi della sconfitta

dalla Redazione
Politica

Nicola Zingaretti è riuscito a mettersi in salvo, evitando di essere travolto dall’ondata grillina che si è abbattuta su buona parte del Paese, e che ha travolto in primis il suo Partito democratico. Se non è un miracolo poco ci manca a quella che è stata l’impresa di Zingaretti di essere confermato presidente della regione Lazio nonostante sulla penisola stiano spirando altri venti. Non una forbice grandissima di vantaggio, che tra l’altro si è assottigliato negli ultimi giorni di campagna elettorale. Ma quanto basta per garantire a Zingaretti la conferma da governatore.

LE PERCENTUALI
Eppure a un certo punto dello scrutinio il candidato per il centrodestra Stefano Parisi era sembrato a un passo dalla rimonta clamorosa. Quando erano state scrutinate le prime mille sezioni i due candidati erano appaiati con un solo punto percentuale di distanza equivalenti a poco più di duemila voti. Lo scatto decisivo alla metà dello spoglio quando Zingaretti ha allungato in maniera inequivocabile sullo sfidante, tenendolo alla distanza di sicurezza di circa 4-5 punti. Alla fine della serata, quando lo spoglio non si era ancora concluso, Zingaretti si attestava al 34%. E sicuro della vittoria, intorno alle 22, è arrivato al Tempio di Adriano dove è stato accolto da un’ovazione per festeggiare la prima volta di un presidente rieletto alla guida della Regione. “E’ stata una rimonta straordinaria e bellissima”, ha detto Zingaretti, “la differenza tra il voto politico e quello regionale oscilla tra 250 e 300 mila voti. Nel centrosinistra è tempo di rigenerazione. In questi tempi difficili difenderemo la Costituzione”.

DELUSIONE
Non è riuscita a raggiungere il risultato ottenuto a livello nazionale dal suo Movimento la candidata grillina Roberta Lombardi. Che ha chiuso la partita delle Regionali sul terzo gradino del podio. E senza mai essere stata in una posizione tale da porter insidiare Zingaretti. Tra i contendenti anche il sindaco di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi, che però non è andato oltre il 4% delle preferenze. Un risultato ritenuto però di ottima fattura dal primo cittadino della città distrutta dal terremoto nell’agosto 2016: “Penso che quello che abbiamo ottenuto sia un risultato straordinario”, ha affermato Pirozzi, “senza partiti dietro, con una scarpa e uno scarpone, credo che questo basti a dare il senso di un risultato straordinario”. Pirozzi nella sua Amatrice ha ottenuto il 53% delle preferenze. Ma, forse, si sarebbe aspettato anche qualcosa in più dai suoi concittadini. Ad Accumoli (Rieti), altro comune distrutto dal sisma Pirozzi è stato sconfitto da Zingaretti che ha ottenuto 103 preferenze contro le 96 a favore del primo cittadino di Amatrice.  Rimasto indietro anche in altri Comuni del cratere.

SINISTRA CHE PIACE
Zingaretti è così l’eccezione in una sinistra ridotta a brandelli. Qualcuno già lo cita come modello da prendere a riferimento per rilanciare l’intera area politica del centrosinistra. Perché tra i partiti a sostegno di Zingaretti alla Regione c’è anche Liberi e uguali che, pur non avendo ottenuto più del 4% alle Regionali, fa parte della coalizione che ha portato alla riconferma del governatore uscente. Che però potrebbe avere qualche difficoltà lungo il percorso dovuta dalla composizione di quello che sarà il nuovo Consiglio regionale.

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