L’Huffington Post diventa la sede del dibattito nel Pd, L’Unità salvata ma dimenticata

di Alessia Vincenti
Tv e Media

Va bene salvare L’Unità, ma usare il quotidiano per l’estenuante dibattito interno al Pd, no. Quello sarebbe troppo. Meglio far ricorso all’Huffington post, trasformatosi in arena mediatica del confronto tra i big dem: una sorta di Largo del Nazareno digitale, in cui non c’è bisogno di attenersi nemmeno attenere ai tempi contingentati degli interventi negli organismi ufficiali. E il giornale online diretto da Lucia Annunziata si gode lo spettacolo, gongolante, ottenendo migliaia di clic a costo zero. Un vero affare. Alla faccia del quotidiano di partito che, senza troppi giri di parole, avrebbe anche bisogno di aumentare le vendite vista la disastrosa situazione che l’ha portato a un passo dal fallimento.

Piccola mano – È vero che qualche copia venduta (e qualche clic) in più di sicuro non risolverebbe tutti i problemi. Ma sempre meglio di niente. Specie se il fornitore di notizie, il Pd, è anche azionista del giornale. Per carità, va dato atto al segretario Matteo Renzi di aver messo in campo il suo impegno per non far chiudere bottega e salvare decine di posti di lavoro, grazie anche alle sollecitazioni del direttore Sergio Staino. Ma uno sforzo per usare L’Unità per la sua mansione naturale, ossia quello di essere un mezzo di confronto interno, sarebbe stato il passo naturale successivo. Anche solo per riportare in edicola i lettori-militanti che, teoricamente, dovrebbero essere interessati da tutto il grande caos che sta attraversando il  Pd nelle ultime settimane. Del resto lo stesso Renzi ha preferito altre strade. Finendo per aprire un blog personale.

Lista infinita – L’elenco degli interventi sull’Huffington Post negli ultimi giorni è lungo. Ha cominciato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ha rilasciato un’intervista per lanciare l’idea di una convenzione programmatica del Pd. Alla sua ruota è arrivato il dirigente Fabrizio Barca che, in una riflessione sui dem, ha sposato proprio la linea di Orlando. Il tenore degli interventi è stato un crescendo: l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, non ha scritto un post, come fanno tutti gli altri sul giornale guidato da Annunziata. Addirittura ha messo nero su bianco una lettera per chiedere ai renziani di frenare. A stretto giro Piero Fassino ha pubblicato una missiva di risposta per invitare i bersaniani a bloccare la macchina della scissione. L’Unità si è dovuta accontentare di fare da spettatore al dibattito che sta avvenendo nel partito, azionista di minoranza del giornale stesso. Un capolavoro.

Facilità – Ma qual è il motivo di tanto fermento sulle pagine dell’Huffington Post? Di sicuro c’è l’autorevolezza della testata. Ma c’è di più. C’entra pure la comodità del web, perché non c’è bisogno di concordare interviste, non si corre il rischio di incorrere in qualche gaffe, e soprattutto non esiste il pericolo di un “titolo forzato”. Insomma, tutto molto sicuro e diretto con il risultato di offrire una colata di visibilità al giornale. Magari a L’Unità stanno facendo il pensiero di importare il modello-Huffington.