Libertà di stampa. Una nuova strada per il giornalismo. L’intervento del nostro direttore Gaetano Pedullà sul Blog delle Stelle / Il video

di Gaetano Pedullà
Tv e Media

Sono un giornalista e un editore puro. Sei anni fa con un gruppo di colleghi abbiamo fondato La Notizia, un quotidiano che ci dà la possibilità di raccontare tutto quello che accade attorno a noi, senza dover rispondere agli interessi di editori con esigenze industriali di qualunque genere. Tutto questo non è stato facile, abbiamo avuto porte chiuse in faccia, abbiamo visto tempi molto duri, gli stipendi arrivavano un mese sì e due mese no, ma avevamo un valore da difendere, che volevamo difendere: la responsabilità di raccontare il nostro Paese, e questo è il bene più prezioso che ha oggi un giornalista.

La storia del mio giornale parla da sé. Abbiamo criticato tutti quando c’era da farlo, quindi, come potete immaginare, tanti amici non ce ne siamo fatti. Per questo credo che la riflessione sul giornalismo oggi in Italia era, è necessaria. Tutti lo sanno, chi dice di no mente sapendo di mentire. Per fare bene il nostro lavoro spesso affrontiamo grandi problemi. Perché ci sono condizionamenti dentro le redazioni legate alla possibilità di fare carriera. Ma, ancora prima di entrare in una redazione, ci sono tantissimi ragazzi che provano a fare questa avventura con condizioni impossibili, senza essere pagati, o sottopagati. Per questo il tavolo sull’equo compenso con i responsabili degli editori e dei giornalisti del sindacato è quanto mai necessario.

Nel mio piccolo credo di poter rappresentare l’esempio che anche nella grande crisi dell’editoria strade nuove si possono perseguire. Questo però a tre condizioni: la prima, il coraggio nel fare questo mestiere; la seconda, sentire la responsabilità di fare oggi del buon giornalismo e infine l’onestà, l’onestà nell’andare fino in fondo nel raccontare anche quello che tanti per convenienza, per interesse, per sbadataggine non raccontano. C’è la prova che l’editoria pura può essere la strada per realizzare tutto questo, per presentare anche un modello nuovo di giornalismo. Il nostro è un Paese che ha bisogno di cambiare tante cose. La Notizia è un giornale che è essenzialmente una stella polare, è un quotidiano riformista. Ecco, cambiare anche nella nostra professione è assolutamente necessario per vivere, per guardare più lontano.

Commenti

  1. honhil

    A ciascuno il suo.
    C’è, tuttavia, una notizia che fa fatica ad approdare sulle prime pagine dei giornali di ogni ordine e grado. E dire che meriterebbe di stare sulle prime pagine dei quotidiani a respiro nazionale. E pure sui quotidiani a respiro planetario. E non è una fake-news. Non solo. Ne ha parlato con ampio risalto Giorgia Melani, nell’ottobre scorso, in occasione di quel suo blitz dimostrativo alla frontiera con la Francia. Eppure il silenzio continuerebbe ancora ad avvolgere quella verità, se non fosse stata per l’inchiesta coraggiosa ‘condotta da Night Tabloid, il programma della Rai con Annalisa Bruchi affiancata da Aldo Cazzullo, Alessandro Giuli e Claudio Sabelli Fioretti’. Dalla quale viene finalmente fuori in tutta la sua gravità il fatto che la Francia per sé ‘Tiene metà dei soldi donati all’Africa’ dal resto del mondo. Insomma, «Il fatto è che la Francia “lascia la metà delle divise estere ai Paesi africani, mentre l’altra metà la tiene in un conto a garanzia”. A confermalo è Massimo Amato, dell’Università Bocconi. “Su questo conto in questo momento ci sono l’equivalente di 10 miliardi di euro”. Non solo. “Sono piazzati in titoli del debito francese e quindi contribuiscono in parte a finanziare il debito francese”. Che verrebbe così pagato coi soldi africani».
    Se davvero è così, e così è, allora, la Francia, e cioè lo Stato Francese, e più precisamente il suo Presidente pro tempore Macron, oltre a sembrare un ladro patentato e un banchiere disonesto sembra anche un razzista di prima grandezza, per il quale la Corte penale internazionale dovrebbe aprire un dossier. In quanto Jean-Claude Juncker e ad Angela Merkel, che tengono la lente d’ingrandimento sullo Stivale, per bacchettarlo ad ogni minima marachella, che dire se non che sono dei complici consenzienti.
    Ma nonostante tutto ciò la notizia rimane confinata ai margini dell’informazione.

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