Libia, le mani del Califfo sulla città di Sabrata. I gioielli romani patrimonio dell’Unesco rischiano la fine di Palmira

dalla Redazione
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Un altro tesoro d’arte finisce nelle mani dell’Isis. Questa volta in Siria dove il Califfato ha conquistato il sito archeologico e la città di Sabrata. La nuova conquista si trova a una settantina di chilometri da Tripoli e a una trentina dal confine con la Tunisia. I jihadisti, come spiega il Times, non si erano mai spinti tanto a ovest da Sirte. La conquista di Sabrata, che rappresenta uno dei gioielli archeologici libici, ora rischia di diventare una nuova Palmira (in Siria) dove l’arte è stata distrutta dall’Isis. Una città riportata allo splendore dagli interventi di archeologi italiani e riconosciuta patrimonio dell’Unesco sin dal 1982. Sabrata fu fondata dai Fenici di Tiro nel V secolo a.C. e poi conquistata dai romani. Il monumento più noto è il teatro romano affacciato sul Mediterraneo. Speriamo non venga toccato.

L’INVASIONE – Le truppe dello Stato Islamico sono arrivate a bordo di 30 pick-up facendo sventolare le loro bandiere nere. Sono entrati nella città di Sabrata nel pomeriggio di ieri. Secondo testimonianze riportate dal Times, i jihadisti sono entrati nella città senza combattere, stessa modalità usata in Siria, per Raqqa e Palmira.