L’Isis fa lezione in Italia: a Merano il crocevia degli aspiranti jihadisti. In manette 17 presunti terroristi. Erano a rischio rappresentanti diplomatici inglesi e norvegesi

di Alessandro Righi
Cronaca

di Alessandro RIghi

Un maxi-blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros impegnati non solo in Italia ma anche in altri Paesi d’Europa, che ha portato all’arresto di 17 persone indagate per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transanzionalità del reato. Un’inchiesta, quella condotta, che apre uno squarcio molto preoccupante sulle mire del terrorismo in Europa. In manette sono andati sedici cittadini curdi e un kosovaro: sette dei 17 arresti sono stati eseguiti in Italia. “Il progetto degli arrestati – ha spiegato il comandante del Ros, Giuseppe Governale – prevedeva la possibilità di fare attentati in Medio oriente e anche in nord Europa, ma non in Italia”. Tutto tramite un reclutamento che avveniva via web.

RECLUTAMENTO – L’indagine ha consentito, infatti, di smantellare una cellula dedita al reclutamento e alla radicalizzazione di militanti. Abdul Rahman Nauroz, uno degli arrestati nel blitz del Ros, è risultato “particolarmente attivo nell’attività di reclutamento”, “sia attraverso Internet, sia attraverso ‘lezioni’ che teneva nel proprio appartamento di Merano, luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti”. Lo scopo, sottolineano i carabinieri, era quello di “convincere i suoi allievi […] a partecipare ad azioni armate di guerra o terroristiche pianificate come suicide”. Una delle novità più clamorose che sono emerse, però, è che erano pronti attentati che “potevano coinvolgere rappresentanti diplomatici norvegesi e anche inglesi – aggiunge Governale – per ottenere la liberazione del loro capo che è il Mullah Krekar detenuto in Norvegia che abbiamo sottoposto a intercettazioni in carcere”. Il reclutamento degli aspiranti jihadisti avveniva soprattutto attraverso il web e lezioni che uno degli arrestati teneva nel proprio appartamento di Merano. L’operazione, ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti nella conferenza stampa di ieri, ha consentito di smantellare “un’organizzazione terroristica internazionale collegata allo Stato Islamico”.

UOMO DELL’IS – Insomma, si era vicini a veri e propri attentati col fine di chiedere il rilascio di Krekar. Persona molto potente e molto vicina all’Isis. Fondatore nel 2001 del gruppo terroristico Ansar Al-Islam, era detenuto in Norvegia, ma dal carcere continuava ad essere la guida ideologia e strategica dell’organizzazione con diramazioni in tutta Europa, Italia compresa. L’operazione di polizia ha permesso di individuare, sottolineano i militari del Ros, un’organizzazione terroristica che aveva in Norvegia la sua mente e cellule in diversi Paesi, tra cui una “importantissima” in Italia. Il Mullah Krekar dal carcere “ha continuato a rappresentare la guida non solo ideologica dell’organizzazione, mantenendone anche la direzione strategica sulle questioni più importanti, quale la partecipazione al conflitto siriano o la decisione di allinearsi con Is”. Tanto che la sua associazione è risultata essere “filiera di facilitazione per la Siria”. Appunto.