Lo spread preoccupa Tria. Ma l’Esecutivo Conte non teme l’euro-letterina. Oggi la risposta di Juncker sul Manovra. Roma rischia la procedura d’infrazione

di Antonio Acerbis
Economia

Oramai pare cosa certa: oggi potrebbe arrivare da Bruxelles una bocciatura alla Manovra e la conseguente apertura della procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Ed è inevitabile, allora, che dentro il Governo si respiri un’aria decisamente tesa, complici anche le fibrillazioni sui mercati, con lo spread nei confronti del Bund tedesco schizzato oltre i 330 punti. Giovanni Tria è lapidario di fronte ai continui rialzi del differenziale tra titoli di Stato: “Ovviamente sono preoccupato”.

Ma i timori del titolare del Tesoro non sono condivisi da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che ostentano ottimismo in vista delle prossime settimane. Nonostante la bocciatura arrivata dalla Commissione europea nei confronti delle stime di crescita e delle misure economiche messe in campo dal Governo, dunque, il vicepremier M5s si dice “fiducioso” che “dopo la decisione della Commissione lo spread scenderà”. Ammettendo che al momento ci sono tensioni sui mercati, il leader pentastellato si dice “sicuro” del calo dello spread: “Non ci affidiamo al fato ma a studiosi e abbiamo questa convinzione. Noi non vogliamo lasciare l’Euro e l’Eurozona”, ha aggiunto.

Una convinzione condivisa anche dall’altro vicepremier: “Noi dialoghiamo con tutti, siamo convinti che questa Manovra vada bene così com’è e aiuti l’Italia – spiega Salvini – Se tutti l’analizzeranno senza pregiudizi, la condizione dell’economia italiana, del sistema bancario del nostro Paese, di una Manovra che porta lavoro e crescita, lo spread non può che scendere e sono convinto che così sarà”. Secondo il segretario del Carroccio, lo scenario è destinato ad avverarsi “a meno che non ci sia qualcuno che giochi alla speculazione” e “questo come Governo non lo permetteremo”.

BOTTA E RISPOSTA – Le parole di Salvini e Di Maio, però, com’era facilmente immaginabile, non sono piaciute a tutti. E, non a caso, hanno provocato la reazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “Dobbiamo alfabetizzare la politica per far capire che la politica è fatta anche di spiegazioni economiche”, avverte il numero uno di viale dell’Astronomia. “Quando sentiamo ‘che ce ne frega dello spread’ capiamo che dobbiamo contribuire ad alfabetizzare la politica – aggiunge il numero uno degli industriali – Dobbiamo spiegare ragioni dell’economia, che sono semplici, bisogna entrare un po’ più nel merito”.

Ma a far male specie perché alla vigilia della decisione della Commissione Ue sono soprattutto le criticità ravvisate anche dal presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, per il quale la risposta dell’Italia all’Ue sulla Manovra “non ha migliorato la situazione in termini di costi di rifinanziamento del debito, lo vediamo ogni giorno sui mercati, e questo significa che non ha disperso i timori sulla strategia di bilancio”. Durante l’audizione a Bruxelles davanti alla commissione Affari economici e monetari, Centeno ha però sottolineato anche che l’Unione europea dovrebbe “dare tempo alle riforme che l’Italia ha attuato nell’ultimo decennio, affinché si materializzino i benefici per i cittadini”. Vedremo cosa accadrà domani.

Certo è che l’incontro chiarificatore sulla Manovra fissato (fuori tempo massimo) per sabato tra Giuseppe Conte e Jean-Claude Juncker assumerà tinte nettamente differenti a seconda di cosa deciderà oggi la stessa Commissione presieduta dal presidente lussemburghese.